Sanremo 2021, Amadeus pronto a lasciare se non avrà figuranti. Sull'Ariston è già polemica

Sanremo 2021, Amadeus pronto a lasciare se non avrà figuranti. Sull'Ariston è già polemica

di Rita Vecchio

Tutto parte da un tweet. E la saga Sanremo ieri ha avuto un’impennata di commenti e contraddizioni. A scriverlo il ministro della Cultura Dario Franceschini: «Il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro della Salute Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile».

E da qui, la polemica. Anche perché l’Ariston è sì un teatro, ma per il Festival è trasformato in vero e proprio studio televisivo, con la platea smontata, scenografia mastodontica, spazio per il distanziamento dell’orchestra e galleria inutilizzata. E come tale, le disposizioni del Dpcm non si applicano: la presenza del pubblico (comparse, figuranti, ospiti) sarebbe consentita come elemento “coreografico”. Tant’è che il Maurizio Costanzo Show (registrato peraltro al Teatro Parioli di Roma), C’è posta per te, Amici di Maria de Filippi, in casa Mediaset, o X Factor, si fanno con il “pubblico”. Sui social e sul tavolo del cda di viale Mazzini, con Amadeus e Fiorello che - di fretta convocati dall’ad Rai Fabrizio Salini - avrebbero ribadito la loro posizione: Amadeus è pronto a lasciare la direzione artistica. E Fiorello lo seguirebbe. Una riunione durata circa due ore e chiusasi con una fumata grigia. La decisione arriverà nei prossimi giorni insieme al Cts. Il problema, per la Rai, riguarda soprattutto gli assembramenti imprevedibili all’esterno dell’Ariston.

La presenza di figuranti contrattualizzati non era stata esclusa dal ministro Speranza, a differenza del post di Franceschini. A spalleggiare il ministro dei Beni culturali, Carlo Fontana, presidente dell’Agis (associazione generale dello spettacolo): «Se ogni attività di spettacolo è interdetta al pubblico sarebbe gravissimo accettare ogni tipo di espediente. La vera battaglia è quella di adottare soluzioni, che speriamo arrivino presto, per una celere e definitiva riapertura di tutti i cinema e teatri». A commentare, anche il presidente della Liguria Giovanni Toti: «Se il Paese si trovasse a marzo con una nuova ondata di casi - dice a RadioCapital - sarebbe un ossimoro pensare a Sanremo come gli altri anni». Prossima però la decisione: Festival sì, Festival no. Amadeus sì, Amadeus no.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 29 Gennaio 2021, 12:05
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