Sanremo 2020, Marco Masini: «A 55 anni vado al festival per imparare dai giovani»
di Rita Vecchio

Sanremo 2020, Marco Masini: «A 55 anni vado al festival per imparare dai giovani»

Ieri come oggi sul palco dell’Ariston, con trent’anni di differenza. Era il 1990 quando con Disperato, Marco Masini si assicura - senza poi tanti rivali - il primo posto dell’allora sezione “novità” dei giovani esordienti. Era l’anno del ritorno dell’orchestra “vera” al Festival, di quando la kermesse guidata da Adriano Aragozzini si spostò dall’Ariston al mercato dei fiori di Arma di Taggia (con tutte le complicazioni possibili e immaginabili). L’altra vittoria nel 2004 con “L’uomo volante”. E a Sanremo di Amadeus ritorna per la nona volta (l’ultima nel 2017, con “Spostato di un secondo”), senza considerare quando da corista e tastierista di Giancarlo Bigazzi, fu voce guida di “Si può dare di più” (del trio Morandi, Ruggeri e Tozzi vincitrice nel 1987).

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BRANO IN GARA
Si intitola “Il confronto”, un testo malinconico e nostalgico, dove si ritrova un Marco Masini che si guarda allo specchio. Scritto con Federica Camba e Daniele Coro (già autori dell’altro brano sanremese del 2015 “Che giorno è”). A dirigere, il maestro Roberto Rossi. «Vado a Sanremo per imparare - dice - Nel ’90 lo facevo dai vecchietti. Oggi, che ho 55 anni, dai giovani». Avrà Arisa accanto nella serata del giovedì, per il duetto di Vacanze romane dei Matia Bazar (Sanremo 1983), che arrivò quarta ma che si aggiudicò il premio della critica: «vorrei avere mia madre a cantare con me». E volente o nolente nel vortice delle recenti polemiche in cui non si è fatto altro che parlare di testi (Junior Cally), c’è finito anche lui. Il paragone è corso veloce a Bella stronza o a Principessa. Ma lui risponde: «Le canzoni sono figlie del tempo in cui si vive. Io non giudico quelle degli altri, già mi bastano le mie. Però la censura è sbagliata. Mi ammoniscano pure. Ma allora cosa si fa, rimproveriamo pure Riccardo Cocciante  per Bella senz’anima (“e adesso spogliati”) e Totò con la sua “malafemmina”?».  

30 ANNI DI CARRIERA
E pensa a come festeggiare la terza decade di carriera. Un riarrangiamento di alcune delle canzoni più famose con una sfilata di colleghi. Da Eros Ramazzotti (con cui duetta proprio con Disperato, ricordiamo che Masini era stato definito il “Ramazzotti del futuro”) a Giuliano Sangiorgi (con “Ci vorrebbe il mare” cantata insieme durante il compleanno dell’amico comune Francesco Nuti), da Ermal Meta a Umberto Tozzi, da Ambra Angiolini a Gigi d’Alessio da Luca Carboni a Jovanotti. Con 4 brani inediti, di cui quello con Rita Bellanza. La raccolta “MASINI +1” uscirà il 7 febbraio anche in cofanetto a tiratura limitata. Un tour nei teatri. E la data del 20 settembre 2020 all’Arena di Verona, «una festa piena di luce, di vita e di emozioni, con la band di sempre». Se gli si chiede: cosa non rifarebbe nella vita? «Non avrei dato uno schiaffo a mio padre. Per il resto, rifarei tutto». Per la serie, trent’anni non bastano per fare i conti con se stessi.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 3 Febbraio 2020, 08:32
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