Massimo Ranieri e Sanremo: «A 70 anni vorrei condurre il Festival»
di Totò Rizzo

Sanremo, Massimo Ranieri: «A 70 anni vorrei condurre il Festival»

Ora che si avvicinano i 70 (ma solo a maggio dell’anno prossimo), Massimo Ranieri vorrebbe farsi due regali: il primo è organizzare e condurre il Festival di Sanremo, il secondo è un ritorno alla prosa a fianco di un gigante del teatro italiano. Nel frattempo, fa un salto al Festival targato Amadeus per duettare con Tiziano Ferro (Perdere l’amore) e proporre un inedito (Mia ragione) dal nuovo disco che esce in primavera. 

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Cominciamo dal Sanremo da … comandante
«Se me lo proponessero non mi tirerei indietro. Certo, per allestire uno spettacolo teatrale ci vogliono un mese o due, per mettere su il festival ce ne vogliono sei. Dovrei ritirarmi in clausura».

L’altro regalo?
«Tornare alla prosa con un grande classico, uno Shakespeare, ma recitato accanto a Glauco Mauri, che quest’anno compie 90 anni, a dispetto dei quali è sempre un attore immenso».

Torniamo a Sanremo: che festival le piacerebbe fare?
«Come ai vecchi tempi: serate di relax in compagnia delle canzoni per milioni di italiani, tifando per questo o quel cantante in gara».

Niente polemiche? Utopia…
«Le polemiche fanno parte del festival ma niente politica e nessuna censura, soltanto buon senso. A me piacciono i rapper e i trapper, sono incuriosito dal loro mondo. Certo, il linguaggio a volte può far passare anche messaggi discutibili». 

Intanto per questo festival Amadeus l’ha invitata come ospite
«Tiziano Ferro gli aveva raccontato del Sanremo del 1988 visto in tv con suo padre, quando lui era bambino, che vinsi con Perdere l’amore. Così Amadeus gli ha proposto: dai, telefoniamo a Massimo e gli chiediamo di cantarla con te».

Si è parlato anche di un omaggio a Modugno
«Ho inciso il provino di una sua canzone, Sei così bella e così sola (tratta da una raccolta di inediti, ndr), che prima o poi pubblicherò. L’ho fatta ascoltare a Franca Gandolfi, sua moglie, e si è commossa». 

Nel nuovo disco ci sono vecchi suoi brani che non ha mai più ricantato
«Facevo già teatro e non li ho “cresciuti” come dovevo. Ma ho riscoperto la loro bellezza, da Via del Conservatorio a Sogno d’amore a Quando l’amore diventa poesia che nel ’69 cantai proprio a Sanremo con Orietta Berti»

E c’è pure un regalo di Aznavour
«Si intitola Je ne veux sais que toi, me la diede prima di morire. Mi disse: è tua, fanne ciò che vuoi. Il mio amico Gianni Togni l’ha fatta diventare Quando un sogno diventa inutile. Bellissima» 

Insomma, Ranieri inarrestabile: lo spirito continua a farsi beffe dell’anagrafe.
«Beh, ringraziando sempre ’o Pateterno. Ho tante idee in testa, tanti progetti, tanti sogni…» 

Dei suoi sei Sanremo in gara ne buttiamo uno giù dalla torre?
«Assolutamente no. I figli sono tutti belli»
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 29 Gennaio 2020, 17:47
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