Malika Ayane a Sanremo 2021: «La serata cover? Un omaggio alla Caselli con performer di danza». In gara con il brano "Ti piaci così"

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di Rita Vecchio

È con un verso come “non è spocchia, ma necessità” che Malika Ayane ritorna all’Ariston. Voce dai cromatismi eleganti, sfaccettati di jazz, soul, pop la cantautrice della scuderia Caterina Caselli al Festival di Sanremo è oramai di casa: quinta partecipazione, due premi della critica e uno radio tv. L’esordio sanremese nel 2009 (“Come foglie” di Giuliano Sangiorgi).

Il brano “Ti piaci così” non è che una fotografia della Malika di oggi. Scritto tra Milano e Parigi, a quattro mani con Pacifico e con la partecipazione di Rocco Rampino e Alessandra Flora (la stessa di “Adesso qui (nostalgico presente)” con Giovanni Caccamo).

 


È pronta per luci, orchestra e gara?
«Pronta mai. In preparazione sempre» (scherza, ndr).

 


È un palco che lei conosce bene… 
«E che mai come quest’anno mi incute l’ansia dell’aspettativa. Sarà che c’è molta attenzione su questo Festival. D’altronde, sarà il Sanremo che deve abbracciare la gente. La gente ha voglia di rinascere. Bisogna fare ancora più squadra. Bisogna partire oggi più che mai dall’umano».

 


Ha già fatto le prove? 
«Sì. Ed è davvero forte l’immagine dell’orchestra divisa dai plexiglass. È la diapositiva del momento. Per noi musicisti, forte forse più della foto di piazza Duomo di Milano vuota».

 


La canzone si intitola “Ti piaci così”: da donna, è difficile “piacersi così”?
«Difficilissimo. Ma solo stando bene con se stessi, gli altri percepiranno bellezza. Quando mi sento bene io, mi chiedono se mi sono rifatta. E invece, sto bene io dentro. Nella vita bisogna essere gentili, amarci un po’ di più. Riconoscersi. A me non piace l’egoismo becero». 

 


Nella serata dei duetti, omaggia Caterina Caselli con “Insieme a te non ci sto più”. 
«Sono stata tra le ultime artiste sotto contratto Sugar, con una prospettiva di carriera. Sono legata a lei: ha ascoltato il brano che porto a Sanremo e mi ha scritto “sublime”. Caterina è Caterina. Tengo a lei, come alla definizione della mia voce che ha fatto Paolo Conte (“spezia amara e rara”, ndr).


Porterà qualcuno sul palco?
«Dei performer di danza. Ma se per qualche motivo non riuscissi, mi godrò tutto il palco da sola. Come Judy Garland».
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Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Febbraio 2021, 17:47
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