Mahmood, il presidente della giuria d'onore: «Eravamo pilotati dai servizi segreti egiziani...»

di James Perugia
La vittoria di Mahmood a Sanremo? «Eravamo pilotati dai servizi segreti egiziani, c'era un ponte radio col Cairo...se non fosse triste questa cosa la troverei divertente». Questo il commento ironico di Mauro Pagani, musicista e presidente della Giura d'Onore del Festival di Sanremo, ospite di Un giorno da Pecora, sulla vittoria del rapper al festival. «Mahmood è nato in Italia ed è cittadino italiano. Perché tutta questa bolgia? Se dobbiamo esibire il certificato di nascita dei genitori allora voglio anche la fedina penale».

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Alla domanda se si aspettasse tutte queste critiche, Pagani ha risposto: «No, sono sorpreso. Anche perché noi, quando votavamo, non è che sapessimo come andava il voto da casa o quello della Sala Stampa». Lei nell'ultima serata di Sanremo per chi ha votato? «Per Mahmood, ero un gran sostenitore del suo pezzo». 

I conduttori della trasmissione fanno poi notare a Pagani che la giuria d'onore è riuscita a mettere d'accordo i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini: entrambi l' hanno criticata. «Bisogna restituire valore alle parole: politica è una parola alta, e non la mescolerei con queste 'robette' da cortile. Ogni tanto ci si dimentica del ruolo che si ha e si pensa a mendicare voti. Restituiamo un po' di serenità e di calma». Infine, all'accusa di essere tutti di sinistra, Pagani risponde così: «Non lo so perché agli altri non chiesto nulla. Il mio pensiero è sempre stato a sinistra ma non sono iscritto e non sono militante di nessun partito».
Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 09:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA