Gaia: «A Sanremo grazie ad Amici ma ora farò vedere chi sono»

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di Rita Vecchio

«Ho voglia di raccontare la mia musica. Ho voglia di salire sul palco dell’Ariston in modo diretto, sincero e senza megastrutture. Vorrei che il Festival fosse una opportunità, lo step successivo della mia vita artistica». In un solo anno, dalla vittoria di Amici di Maria de Filippi, Gaia Gozzi - la cantautrice di madre brasiliana che in arte è solo Gaia - ha collezionato platini e oro con “Chega”, “Coco Chanel”. Per il suo primo Sanremo sceglie “Cuore amaro”, brano «scritto in una session musicale con Orang3 (Daniele Dezi), Jacopo Ettorre e Giorgio Spedicato, insieme a Simone Privitera. Sono emozionata, ho già fatto le prove ed è stato stupendo. La fossa dell’orchestra di 60 elementi, cantare con i fiati e le percussioni accanto: è stata una roba bellissima». 

 


Quando ha ricevuto la telefonata di Amadeus?
«Ero con mia madre e le mie sorelle che dalle mie reazioni isteriche di felicità, hanno capito subito. Ho chiamato mio padre. E ho evitato di chiamare mia nonna (che ora è pure su Instagram ma non lo sa usare), che non sa tenere un cecio in bocca (ride, ndr)».

 


Cosa canta “Cuore amaro”?
«È il mio racconto autobiografico, fatto di conquiste ma anche di errori e porte chiuse in faccia. Mi è servito tutto per arrivare qui dove sono arrivata».

 


Quali sono gli errori che “benedice”?
«Quando mi facevo disegnare dagli altri, facendo limitare il mio essere, perdendo la bussola e bloccandomi. Questo forse è stato l’errore più grande». 

 


Come cover ha scelto “Mi sono innamorata di te”. 
«Con Lous (and The Yakuza, cantautrice belga di origini congolesi, ndr) che canterà una parte in francese. Voglio portare molto rispetto a Luigi Tenco e a questa canzone». 

 


Si sente figlia del talent?
«Sì e non mi dà fastidio. Se sono qui senza confini è grazie a quello. Chi dice che il talent non fa fare gavetta, non è vero. Ringrazio chi ha creduto in me». 

 


Tra questi c’è Maria de Filippi. Che le ha detto? 
«“Racconta chi sei”. La trovo una frase bellissima». 

 


Difficile cantare in una lingua diversa dall’italiano? 
«È da kamikaze, ma i numeri dicono che faccio bene. Nei prossimi mesi uscirò con un disco nuovo dove ci sarà qualche duetto». 

 


Da donna, quanto è difficile?
«È un gran casino. Soprattutto per chi sa cosa vuole e vuole andarselo a prendere. Credo che io e le mie coetanee ci stiamo armando di tanto “utero” per cambiare le cose. Sono certa che ce la faremo». 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 26 Febbraio 2021, 15:40
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