Tanti Baccini da Sanremo: se questo è il meglio, cos'è accaduto al senso comune?
di Francesco Baccini

Tanti Baccini da Sanremo: se questo è il meglio, cos'è accaduto al senso comune?

Dai, questa era l’ultima sera, per quanto mi riguarda l’ultima fatica di Ercole. Finora ho scritto in punta di tastiera tirando di fioretto ma adesso, cari lettori, vi dico cosa ne penso di questo Festival. Io non so se sia un maleficio celtico degli antichi liguri, ma il palco dell’Ariston riesce a sanremizzare chiunque lo tocchi: tutto diventa istituzionale, di cartapesta, spiaccicato in due dimensioni.

Anche se l'ospite fosse un grande attore sembrerebbe una recita della parrocchia, se ci venisse Frank Zappa gli farebbero cantare Vola Colomba. La critica dice che questo Festival è da standing ovation e che la qualità della musica è eccelsa, io gli altri Sanremo non li ho seguiti ma se questo è il meglio mi chiedo cosa sia accaduto in questi anni al senso critico comune. Se vi avessero fatto ascoltare certe canzoni un po' di anni fa, avreste tirato i pomodori ai cantanti, al presentatore, al direttore artistico e pure ai musicisti dell’orchestra che poveracci non ne possono niente. Si è iniziato con un 69 e si finisce a 90.

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