Ermal Meta, Fabrizio Moro e le accuse di plagio: ecco cosa dice il regolamento

Ermal Meta, Fabrizio Moro e le accuse di plagio: ecco cosa dice il regolamento

Niente squalifica, Ermal Meta e Fabrizio Moro restano in gara. Il caso aveva tenuto banco sin dalla chiusura della prima serata del Festival di Sanremo 2018: i due cantanti avevano rischiato la squalifica dopo le accuse di plagio per il brano 'Non mi avete fatto niente'. A 'salvarli' il fatto che il brano sia stato scritto dallo stesso autore di quello che sarebbe stato 'copiato'.

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"AUTOCITAZIONE, NON PLAGIO" «Il brano ha i requisiti di canzone nuova. Quindi rimane in gara». Il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo, chiude così la querelle sul brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro 'Non mi avete fatto nientè. «Non c'è nessuno scoop. L'autore aveva dichiarato fin da subito la rielaborazione di un suo brano. E il regolamento prevede che una citazione o un'autocitazione, come in questo caso, possa occupare fino ad un terzo del brano in gara. Quindi il brano ha tutte le carte in regola», aggiunge. Quanto al link del brano somigliante (presentato a Sanremo Giovani del 2016) sparito dal sito della Rai proprio ieri, Fasulo ha spiegato: «Il link non c'è più perché era già stata chiesta la cancellazione». Sulll'argomento è intervenuto anche Cluadio baglioni: «Da quello che ho capito non si tratta di plagio ma di un'autocitazione di una parte di un brano dello stesso autore. Per ora non ho sentito né Ermal né Fabrizio».

COSA DICE IL REGOLAMENTO Il brano dei due cantanti è scritto insieme ad Andrea Febo, già autore di 'Silenzio', scritta per le selezioni Sanremo giovani nel 2016 e cantato da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali. La somiglianza di musica e parole tra i due brani è palese, ed è per questo che verrebbe a cadere l'elemento della novità, essenziale perché una canzone rimanga in gara. Il regolamento, alla lettera, prevede questo: «Va considerata nuova la canzone che, nell’insieme della sua composizione o nella sola parte musicale o nel solo testo letterario, non sia già stata pubblicata e/o fruita, anche se a scopo gratuito, da un pubblico presente o lontano». Già solo per questo, dal momento che Ambra Calvani e Gabriele De Pascali si sono già esibiti in pubblico con 'Silenzio', potrebbero scattare i presupposti per la squalifica. Non si tratta, però, dell'unico caso.
 



Tra gli altri elementi che sembrano confortare l'ipotesi di plagio, secondo il regolamento, c'è anche il caso in cui «il brano già edito abbia generato introiti derivanti da eventuale sfruttamento, diffusione e distribuzione totale o parziale di natura commerciale». Anche qui, sussisterebbero gli elementi per le accuse nei confronti di Ermal Meta e Fabrizio Moro: il brano 'Silenzio' è regolarmente registrato alla Siae ed è già stato portato alla conoscenza del pubblico da parte della coppia Calvani-De Pascali. In questo caso, l'unico 'cavillo' potrebbe riguardare la mancata distribuzione del brano scritto nel 2015 da Febo, un'ipotesi sostenuta da molti.
 



C'è da restare in attesa per vedere come gli autori e i giudici interpreteranno il regolamento. Per Meta e Moro c'è infatti una piccola speranza di salvezza. Tra gli elementi che portano a considerare come 'nuova' una canzone del Festival, recita sempre il regolamento, «occorre considerare l'eventualità di utilizzo di stralci campionati di canzoni già edite, sempre che questi – nel totale – non superino un terzo della canzone nuova stessa». Solo un eventuale cronometraggio e un confronto tra i due brani potrebbe a questo punto impedire ai due cantanti di essere squalificati.
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 12:04
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