Mattia Briga su Leggo: «Lei mi lasciò, mi consolò Grace»
di Mattia Briga

Mattia Briga su Leggo: «Lei mi lasciò, mi consolò Grace»

La mia ragazza aveva deciso di lasciarmi e io non avevo cercato di dissuaderla. Sapevo che sarebbe stato giusto lasciarla andare, ma quando arrivò il momento e fui costretto a fare i conti con le assenze, la tristezza prese il sopravvento sulla razionalità. Ero in piedi in salone, nella mia casa vuota e senza mobili, che avevo preso da pochissimo tempo. La finestra che dà sul balcone era aperta e lasciava entrare un po’ di freddo invernale, già fredda di suo per il clima, e non in senso atmosferico. Io, vestito di tutto punto, fumavo una Marlboro e cercavo risposte nel cielo di Roma, mentre ascoltavo in loop ‘Grace’ di Jeff Buckley, forse la voce più angelica che abbia mai udito in tutta la mia vita.
 


Quella stessa notte avrei avuto una ‘doppia’. In gergo significa che avevo in programma due Dj Set in due diverse discoteche a poca distanza fra loro, fai conto una a Novara e l’altra a Gallarate. Chiamai un mio amico e gli dissi: «Andrè, c’hai da fare oggi? Vieni con me in van, mi accompagni a suonare e poi andiamo in dritta a New York da Malpensa». Mi rispose: «Te sei tutto scemo». E dopo un’ora si presentò con uno zainetto sotto casa mia. Partimmo senza dormire e prenotammo l’Hotel grazie al Wi-Fi in aereo. Fu uno dei viaggi più belli della mia vita.
Venerdì 13 Dicembre 2019, 08:33
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