Mattia Briga su Leggo: «Io, cameriere Paranoid»
di Mattia Briga

Mattia Briga su Leggo: «Io, cameriere Paranoid»

La Trattoria sembrava il classico ristorante Made in Italy di New York, con le tovaglie rosse squadrettate e un nome altisonante e pacchiano tipo Mamma Mia!. Dentro però non ti accoglieva un signore in sovrappeso con baffi e uno strano accento italo-americano, si dà il caso che il ristorante si trovasse proprio al centro di Roma ed io fossi l'unico cameriere a lavorarci.
Il mio angolo di paradiso era l'ingresso della cucina: un notebook appoggiato male ad una mensola e delle casse sistemate a mo' di dolby sorround con una connessione internet traballante.
Caricarsi tavoli e sedie in sala, senza musica, sarebbe stato impossibile. In quel periodo usciva Paranoid di Kanye West, che, nella sua originalità, aveva deciso di fare un feat con Rihanna senza farla cantare, ma semplicemente facendole fare da attrice nel video.
Verso l'orario del primo servizio, una brusca interruzione della musica segnava l'arrivo del principale, il quale, visibilmente irritato dal sottofondo, staccava tutti i cavi che trovava con la giustificazione che quel genere non fosse gradito ai clienti. Tra me e me pensavo: «che tipo di musica vorrebbe mai ascoltare un tedesco che si siede in trattoria ed ordina una carbonara con un cappuccino?».
Ultimo aggiornamento: Venerdì 31 Gennaio 2020, 07:56
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