Vasco, domani il concerto record: in 220mila a Modena. "Facciamo la storia"

di Michela Greco
Quaranta anni di carriera durante i quali, come ha affermato lui stesso, non ha «mai scritto per compiacere nessuno». Eppure domani sera al Modena Park, ad ascoltare l'attesissimo concerto di Vasco Rossi, ci saranno 220mila persone: un record, il più alto numero di spettatori paganti per il concerto di un singolo artista.

All'età di 65 anni e con nessuna intenzione di appendere la chitarra al chiodo, il rocker di Zocca sarà il grande protagonista di un evento storico, che dopo i fatti di Manchester e di Torino, ha anche molte implicazioni in tema di sicurezza. «Grazie a Modena, al Comune e ai modenesi per la pazienza che avranno nell'accogliere questa moltitudine pacifica e entusiasta. Grazie per avere avuto il coraggio di ospitare questo evento che diventerà una festa talmente epocale da rendere Modena capitale mondiale del rock. Sono orgoglioso e fiero di tutto questo», ha detto ieri il cantante durante un incontro con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che a sua volta ha dichiarato: «Io credo che i 220mila al Parco Ferrari siano un grande segnale di libertà. Chi ci vuole spaventare e fare chiudere in casa ha già perso». Il concerto sarà comunque vigilato da 5.000 addetti al dietro le quinte e oltre 1.000 agenti di forze dell'ordine. «Oltre al divieto di vetro e di superalcolici - ha aggiunto il primo cittadino - saranno garantite tutte le misure di sicurezza perché coloro che saranno al concerto e quelli che lo seguiranno su un maxischermo nelle piazze del centro pensino solo a divertirsi, senza paura».

Per agevolare l'enorme afflusso di spettatori, Trenitalia ha istituito nella notte tra l'1 e il 2 luglio 22 treni regionali straordinari i cui posti sono andati esauriti in poche ore, ma saranno ben 27mila i modenesi presenti al Parco Ferrari. Una passione giustificata dall'unicità di un evento che festeggia una carriera fatta di 40 anni di fronte del palco, in cui Vasco ha espresso tutta la sua personalità, senza compromessi. Dall'inizio, nel 1977, con il singolo Jenny e Silvia, passando per Colpa d'Alfredo e le leggendarie Vado al massimo e Vita spericolata, con cui partecipò al Festival di Sanremo finendo deluso - a fondo classifica, ma imponendo i suoi brani come nuovi classici. Una vita e un percorso artistico vissuti sulle montagne russe, passati anche per alcol, droga e carcere e cresciuti fino a dar vita a veri e propri inni generazionali e ai record di spettatori che lo hanno incoronato re degli stadi.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Giugno 2017, 13:10
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