Taxi Driver, il nuovo album di RKOMI: «Sogno uno show acustico con il piano, sto studiando tanto»
di Ida Di Grazia

Taxi Driver, il nuovo album di RKOMI: «Sogno uno show acustico con il piano, sto studiando tanto»

Taxi Driver, il nuovo album di RKOMI: «Sogno uno show acustico con il piano, sto studiando tanto». Quattordici tracce che sono emblema dell'evoluzione del percorso artistico del rapper milanese. Sono nate in studio, ognuna delle quali (tranne Partire da te e la title track Taxi Driver) è impreziosita da ospiti d'eccezione. Il primo singolo estratto, Ho spento il cielo è con Tommaso Paradiso, ma hanno partecipato anche Gazzelle, Ariete, Irama, Sferaebbasta, Roshelle, Gaia, Tommy Dali e Chiello_fsk e due tra i migliori producer italiani in circolazione, Dardust e DjShablo.

 

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Si chiama Taxi Driver ed è il nuovo album di Rkomi, anagramma di Mirko Manuele Martorano, uscito oggi venerdì 30 aprile con Island Records Italia e Thaurus Music, anticipato dal singolo "Ho spento il cielo" ft. Tommaso Paradiso .  

 

“Taxi Driver” è un omaggio al film di Martin Scorsese, e nel suo teaser abbiamo visto che ha vestito i panni di Travis Bickle (interpretato da Robert de Niro). Dal suo taxi scendono tutti i cantanti che hanno partecipato al suo album.

«E’ il mio film preferito, ma ovviamente non voglio rappresentare quel personaggio, diciamo è solo un'ispirazione. Tutta l'intro è la mia idea di viaggio musicale, mi piace molto utilizzare il parallelismo del veicolo che poi è la musica, che porta me alle persone e/o agli artisti. Da quando la musica è diventato un lavoro è chiaro che sia il mio punto di riferimento. Un po’ perchè soffro questo attrarre le persone solo per la musica dall’altro so che è inevitabile».

 

C'è una traccia del disco che si chiama “me o le mie canzoni”, al di là del testo vorrei si soffermasse solo sul titolo. Si sente sovrastato dalla musica e dal tuo essere musicista?

«La cosa che mi fa arrabbiare in realtà sono i privilegi che derivano dal fatto che io sia una persona conosciuta. Nella mia testa faccio ancora fatica ad accettare questa cosa, io ho un passato che molti conoscono, vengo dalle case popolari, non mi dovrebbero offrire la cena, dovrei essere io a pagare il doppio. Poi però capisco anche che è il frutto dell’amore delle persone per me ed è bello»

 

Su Wikipedia cercando il suo nome viene indicato come rapper, eppure vedendo il suo percorso artistico e soprattutto in quest’ultimo album non è una definizione che le sta stretta?

«La pasta è e rimarrà sempre quella. La mia infanzia è stata influenzatissima dall’hip hop. Con il passare del tempo, con le conoscenze, con le collaborazioni con artisti come Jovanotti ed Elisa, mi sono reso conto che posso essere anche qualcos'altro, che voglio essere anche qualcos'altro. Ci provo! È così che nascono i nuovi progetti che cambiano di anno in anno. Ora lavoro solo con i musicisti ho iniziato a studiare la teoria della musica, non mi piace quell’etichetta perché sminuisce il mio lavoro».

 

Quindi le sta stretta?

«Più che a me sta stretta al mondo dell’hip hop, perché io faccio quello che voglio, con le influenze che voglio. Dal rock a jazz nessuno dei più grandi ha amato le etichette proprio perché il bello della musica è la possibilità di condividere strumenti e mischiare sonorità, senza per forza avere etichette».

 

In “Paradiso vs Inferno” dice “Scrivo bene solo quello che non scrivi” che è un po' quello che ha sottolineato nel suo libro Ossigeno. Cosa intende però?

«Sicuramente non devo dire a me stesso che scrivo bene e mai mi permetterei. Però penso di avere gli occhi giusti su quella che è la vita ovviamente secondo me, mi faccio dei bei disegni mentali. È un po’ più poetica la cosa quando la immagino rispetto a quando poi le scrivo».

 

In questa scelta di collaborazioni, torniamo alla “non etichetta”, c’è il trap, il rap, l’indie, il pop …

«È verissimo, ho sempre sorpreso chi mi segue album dopo album, e forse volevo un po’ ribadire questo concetto che posso essere tante cose. Poi era un modo per mettermi alla prova con altri artisti con cui non avevo mai collaborato»

 

Con Sferaebbasta, Durdast ha già collaborato in passato, diciamo che non sono una novità. Poi però ci sono tantissimi mondi e tantissime età, ci riferiamo a Roshelle, Gaia, Irama, Ariete, gazzelle…solo per citarne alcuni. Cosa l’ha spinta?

«Il concetto è sempre quello: cercare in tante persone quello che la nostra educazione pretende di trovare in una persona sola. Volevo interfacciarmi con i fenomeni più rilevanti del momento e non… portare l’ospite a casa propria. Collaborazioni che poi sono diventati rapporti che sono tuttora vivi, con cui mi sento quasi quotidianamente. Ogni episodio ci porta in un mondo e in una visione diversa. Travis Bickle non è solo il tassista a cui mi sono ispirato, mi ci sono rivisto dentro, ho provato a mettermi nei panni in alcune personalità del personaggio del film».

 

Taxi driver, il brano, è molto malinconico, sembra quasi una bonus Track rispetto agli altri titoli

«Forse è l’unico brano in cui cerco di essere De Niro del film, come se io porvassi a recensire un po’ quelle che sono le due ore di film e d è discostata da tutto il resto degli altri brani perché è l’ultimo brano creato ed ora è il mondo che più mi intrigherebbe per il futuro. Ora sono molto influenzato dal rock»

 

Prendiamo la sua track list, secondo lei, chi ascolta il suo album per la prima volta da quale brano dovrebbe partire?

«Probabilmente farei un ascolto al contrario. Partirei dall’ultimo perché è quello più nuovo che ho scritto e voi andrei verso il primo»

 

A proposito contaminazioni una sua canzone si chiama “10 ragazze” come omaggio a Battisti, ma all’interno di altre canzoni ritroviamo anche “non succederà più”, brano dell’82 di Claudia Mori. Andiamo davvero fuori dalla sua confort zone.

«Sono affascinatissimo dal cantautorato italiano, ma sono ancora un novellino e sto ancora imparando. Tra i miei preferiti sicuramente c’è Battisti, Lucio Dalla, Gino Paoli e Pino Daniele, sono quelli più vicini alla mia concezione di melodia e scrittura. Prendo ispirazione pure capendoci abbastanza poco. Dieci ragazze è uno strizzare l'occhio a un brano storico, forse incitabile, ma volevo farlo, poi il brano va da tutt’altra parte».

 

Oggi è uscito il suo album, sono già previsti dei live?

«Ancora ci stiamo lavorando, stiamo cercando di capire cosa poter fare. Spero però presto di tornare a cantare e portare presto il mio nuovo show che per via del pianoforte e dei nuovi musicisti spero di poter realizzare. Ci credo tanto. Ne ho calcati tanti di palchi in questi anni, ora ho la necessità di esprimermi perché ho una maturità che me lo permette».

Qual è il suo show ideale?

«Sicuramente il pianoforte deve avere una componente importante».

Centra Dardust?

«Sai che sì! Inconsciamente quel non capirci nulla del teorico e stare a stretto contatto con lui mi ha influenzato. Vorrei in un futuro accompagnarmi con il piano e dare spazio a dei brani più acustici, però in cui sono io a suonare. Inizio a capire cos’è la musica, ho tanto da dire. Mi piacciono gli assoli, vorrei provare a fare un po’ le cose alla vecchia maniera, tipo un Vasco Rossi… ma so che sono sogni difficile da realizzare».

 

Tracklist di Taxi Driver (Rkomi)


Intro
Partire da te
Ho spento il cielo ft. Tommaso Paradiso
Me o le mie canzoni ft. Gazzelle
Diecimila Voci ft. Ariete
Luna piena ft. Irama e DjShablo
Nuovo range ft. Sfera Ebbasta
Paradiso vs. inferno (Interlude) ft. Roshelle
Sopra le canzoni ft. Dardust
10 ragazze ft. Ernia
Mare che non sei ft. Gaia
Solo con me ft. Tommy Dali
Cancelli di mezzanotte ft. Chiello_fsk
Taxi Driver


Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Aprile 2021, 08:39
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