Samuel, dal lockdown sono nati i concerti di GolfoMistico. «Il mio sogno? Fare il regista e la bontà contro la violenza»
di Paolo Travisi

Samuel, dal lockdown sono nati i concerti di GolfoMistico. «Il mio sogno? Fare il regista e la bontà contro la violenza»

Per Samuel, frontman dei Subsonica, un album da solista all'attivo, Il codice della bellezza ed il secondo a gennaio, il lockdown è stato un momento di grande creatività. Da lì è nata la promessa via social di tornare alla musica live appena possibile. Promessa mantenuta con le 20 date di GolfoMistico tour – tra cui il 20 settembre all'Ostia Antica Festival - la riproduzione dal vivo di un progetto virtuale. 

Ha girato l'Italia per portare la sua musica, come ha trovato il nostro paese dopo il lockdown?
«Ho trovato persone con tanta voglia di vedere e ascoltare musica. Sui social molta gente scriveva “che bello sarà il mio primo concerto” e dopo il live in tanti erano stati emotivamente toccati. E' ovvio ci sono delle differenze, perché la mia musica nasce per gli assembramenti, ed in questo caso è stato diverso, i live diventano più teatrali ed intimi. Ma nella drammaticità del momento c'è stata magia».

Per tanti artisti il lockdown ha portato un blocco creativo. In un'intervista ha detto “il mondo è una malattia, la musica è una cura”. Com'è andata per lei?
«La musica è da sempre il mio modo per respirare, non avrei saputo cosa altro fare. Mi sento fortunato nel continuare a farlo. Di fronte ad un problema mi attivo e divento positivo, ma di base il lockdown è il momento in cui tutti gli artisti possono creare, come quelle band che si isolano in uno chalet, in una sorta di auto-quarantena. La cosa diversa è che eravamo tutti isolati, mentre fuori il mondo si era fermato, le persone morivano o perdevano il lavoro. La mia fortuna è stata di poter gestire la mia creatività».

Il live nasce da un'esperienza virtuale, GolfoMistico. Come ha trasportato quel momento nel live?
«Il dj-set è nato come un gioco, facevo ascoltare la musica che amo e le mie produzioni, e con il pubblico si è instaurata una sorta di promessa non detta: quella di rincontrarci. Il primo giorno possibile per tornare al live, ho organizzato musicisti e lavoratori, da lì sono iniziati concerti a catena per un totale di 20 date. Il disco solista fa da trama e poi ci sono i pezzi dei Subsonica e Motel Connection».

Il singolo “Tra un anno”, una canzone interrogativa, domande semplici ma esistenziali. Perché queste domande?
«Sono radicate in questo momento storico, ma anche domande che ci poniamo sempre. Nel '99 mi chiesero andrai a Sanremo, dissi di no, l'anno dopo salii sul palco. Quando feci il disco da solista stessa domanda e stesso epilogo, e ancora farai mai il giudice a X-factor, stessa risposta. Questa cosa mi è rimasta in testa ed in qualche modo ha ispirato la canzone».

Il video è ispirato ad un film di Wes Anderson, non ha mai pensato di tradurre la sua passione per il cinema, come regista?
«Quando giriamo i video, prendo parte alla scrittura e marginalmente alla regia. Fare un film è un altro lavoro, bisognerebbe avere del tempo per approfondire. Il 90% è dedicato alla musica, ma è un sogno se mi dessero la possibilità di farlo, anche se toglierei lavoro a registi molto bravi. Magari succede come per il resto delle domande tra un anno».

A gennaio il suo secondo album da solista. Quale filo conduttore?
«Il primo stava in un luogo pop, ho scelto collaborazioni pop come Jovanotti, sono andato a Sanremo, in questo secondo vorrei tornare ai linguaggi della mia vita, l'elettronica, la dance ed aggiungerò pian piano strumenti acustici. Inizierò ad ottobre, nel frattempo un altro singolo e stiamo aspettando di capire se si potranno fare dei concerti al chiuso».

Lo scorso anno a X-Factor come giudice. E' stata una sua scelta quella di non replicare l'esperienza?
«Si, lo è stata a priori. La proposta è stata scioccante, non avrei pensato che qualcuno pensasse a me per stare in tv, ma è stato interessante imparare un linguaggio nuovo, però non volevo che diventasse la mia seconda vita, essere riconosciuto in quel meccanismo, quindi ad un contratto biennale, ho riproposto quelle annuale. In fondo avevo paura che la cosa mi piacesse, e così è stato».

Sui social qualche giorno fa ha scritto una frase sul senso della bontà. Perché a cosa si riferiva?
«Quando assisti a gesti violenti e gratuiti, ti rendi conto di quanto il mondo abbia bisogno di uno sostegno culturale ed emotivo, ed il nostro paese questa cosa sta venendo meno. Il lasciare le persone senza un fuoco che li tiene accesi e con la voglia di fare qualcosa, porta a disgrazie sociali che sfogano nella violenza».

Si riferisce a qualcosa in particolare?
«Dai poliziotti che sparano alla gente, a ragazzi che picchiano altri ragazzi, la violenza sulle donne. A tutta la violenza in genere, è il gesto violento è portato dalla mancanza di cultura e dall'assenza di un progetto».

Il concerto è alle ore 21.00, al Teatro Romano / Ostia Antica Festival 2020, Parco Archeologico - Viale dei Romagnoli 717, Ostia Antica. 

 
Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Settembre 2020, 19:35
© RIPRODUZIONE RISERVATA