Roberto Cacciapaglia a Roma con Diapson: «Diamoci un La»

di Rita Vecchio
Roberto Cacciapaglia pianista milanese, classe 53, e 17 album pubblicati in 40 anni di carriera, ora è arrivato il diciottesimo, Diapason, registrato anche su vinile negli studi londinesi di Abbey Road con la Royal Philharmonic Orchestra.
Cacciapaglia sarà in concerto al Parco della Musica, oggi, per l'unica tappa laziale del worldwide tour.
Partiamo dal titolo. La parola Diapason è da addetti ai lavori. Cosa significa?
«È la purezza. Il diapason serve per accordare strumenti e orchestre: quel famoso La da cui parte tutto, la sorgente del suono che fa vibrare insieme i corpi sonori. Frequency of Love stessa è nata in sogno».
È stato tra i primi ad aprirsi all'elettronica. È stato difficile?
«Un po'. Mi ricordo il primo disco: nei negozi non sapevano se metterlo tra il jazz, l'elettronica o la classica (ride, ndr)».
Il tour cosa promette?
«Ensemble di archi ed elettronica. I video per la regia di Eleonora Capitani e le luci con il light designer berlinese Fabian Arat che seguono i suoni armonici, quelli che chiamo biologici perché naturali, nello spazio. Ci sarà un microfono per il pubblico che cercherà con me il La. Dopo l'Italia, sarò in Russia e Cina».

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Mercoledì 27 Marzo 2019, 09:18
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