Cacciapaglia live a Roma: «Il mio suono come un raggio di luce che entra nella stanza»

Il compositore in concerto all'Auditorium

Cacciapaglia live a Roma: «Il mio suono come un raggio di luce che entra nella stanza»

«Ci sarà il mio piano, un ensemble di archi e live electronics per ampliare il suono nello spazio. L’idea è di creare una elettronica biologica, nel rispetto della natura. Con un’interazione da parte del pubblico, che avrà la sua parte». È carico di entusiasmo per il suo nuovo progetto, Roberto Cacciapaglia, che dopo i successi dei concerti alla Carnegie Hall di New York, l’invito alla Cadogan Hall di Londra (la residenza della Royal Philharmonic Orchestra dove i chiuderà il tour) e gli show in tutto il mondo, tornerà a esibirsi a Roma il 24 maggio (Auditorium Sala Petrassi), con “Invisible Rainbows”.
Sarà ancora una volta una performance che andrà oltre l’aspetto musicale?
«Sì, saremo nel tempio del suono, dove non ci sono divisioni tra artista e pubblico. Il suono sarà come un ponte, una traccia verso chi ascolta. La mia musica vuole superare l’intelletto, andare oltre, come un raggio di luce che entra dentro una stanza».
Da New York alla Cina, dal Regno Unito all’Italia: cambia la percezione della sua musica da parte del pubblico?
«In generale, direi di no, la reazione è sempre la stessa, anche in paesi diversissimi tra loro: la voglia di cogliere questi segnali di luce, di recepire questo senso di spiritualità che traspare dalle note».
Qual è il senso di questi suoi “arcobaleni invisibili”?
«Gli armonici stanno al suono come i colori alla luce. La luce si scompone, mentre il suono sembra un corpo unico: in realtà, è fatto di una miriade di armonici. La mia elettronica vuole catturare il suono che passa nello spazio, attraverso i muri».
Due anni fa ci lasciava Franco Battiato, un musicista a lei caro, come a tutti noi.
«Ci siamo conosciuti a Milano, in Conservatorio.

Avevo 16 anni, lui qualcuno di più. Siamo diventati amici, suonai con lui per Foetus e Pollution. Poi entrammo insieme alla scuola di Gurdjieff e continuammo a frequentarci. Una grande persona. Ci univa il desiderio di cercare la spiritualità nella musica».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Maggio 2023, 06:15
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