Ricchi e Poveri: «Cinquant'anni dopo abbiamo ancora tanta voglia di cantare»

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di Emiliana Costa

«Siamo stati il primo quartetto polifonico a calcare il palco dell’Ariston. Prima, solo i Cetra. All’inizio ci dicevano “bravi”, ma nessuno puntava su di noi. Poi siamo esplosi». Parola dei Ricchi e Poveri, la band genovese che con oltre 22milioni di album venduti in tutto il mondo è diventata un’icona della musica italiana. Per festeggiare i 50 anni di carriera, Angela Brambati, Franco Gatti, Marina Occhiena e Angelo Sotgiu sono tornati alla formazione originaria a quattro, consacrando l’importante anniversario con l’uscita domani del nuovo disco Reunion.


Che album sarà?
Angelo: «È un doppio disco, prodotto da Danilo Mancuso, che contiene tutta la nostra storia. Dal primo singolo L’ultimo amore a Che sarà interpretata con José Feliciano. Lucio Fabbri ha curato il nuovo arrangiamento, rivisitando il repertorio con sonorità moderne».


Il vostro gruppo si forma nel 1967, com’era la Genova dei grandi cantautori?
Angela: «Si respirava un’aria di novità. Il primo a credere in noi è stato Fabrizio De André, ma fu poi Franco Califano a darci il nome Ricchi e Poveri (perché ricchi di idee e poveri di soldi) e a cambiarci il look, due biondi e due mori. Poi l’esordio a Sanremo nel 1970 con La prima cosa bella». 


Nel 1981, Marina Occhiena lascia la band. Come ricorda quei giorni?
Marina: «È stato un periodo un po’ tumultuoso, però tra di noi non è mai mancato l’affetto. Come in tutte le famiglie, è avvenuto qualcosa e mi sono allontanata per tanto tempo. Ma adesso ci siamo ritrovati ed è meraviglioso».


Quando arriva il successo internazionale?
Franco: «Con Sarà perché ti amo, partita da Sanremo nel 1981. È stato un boom inaspettato in tutto il mondo. Poi, l’anno dopo il brano Mamma Maria ha preso il volo. Nel 1985 abbiamo vinto il Festival con Se m’innamoro».


Nel 2016, è Franco Gatti a lasciare la band. Com’è stato il saluto dopo quasi 50 anni insieme e poi il ritorno?
Franco: «Il saluto è stato un po’ traumatico, però il ritorno è stato bello. È come essere ringiovaniti, perché siamo partiti ragazzi e ci ritroviamo di nuovo gli stessi quattro ragazzi».


Prossimi progetti?
Angelo: «Siamo appena stati protagonisti su Rai1 della serata evento “Che sarà” condotta da Carlo Conti, che ha festeggiato la nostra carriera. I progetti a quattro sono tanti, ma adesso c’è la grande incognita della pandemia. La musica è anti-Covid, speriamo riparta presto».

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Febbraio 2021, 14:37
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