Rettore torna a Sanremo con Ditonellapiaga: «Io trasgressiva? Mai una canna. Per il Quirinale ho un tris di donne»
di Totò Rizzo

Rettore torna a Sanremo con Ditonellapiaga: «Io trasgressiva? Mai una canna. Per il Quirinale ho un tris di donne»

«Da ragazza non frequentavo i miei coetanei, stavo sempre con quelli più grandi di me: volevo imparare, capire. Ora che sono cresciuta, frequento soprattutto i giovani: e anche adesso continuo a imparare, a capire». Sarà per questo che Rettore è evergreen a dispetto dell’anagrafe che ne certifica 66. L’anno scorso si presentò a Sanremo per accompagnare nella serata delle cover La Rappresentante di Lista, band outsider al Festival. Quest’anno torna all’Ariston – rimettendosi addirittura in gara a 28 anni dall’ultima competizione – in coppia con la concorrente più giovane, Ditonellapiaga, 25 anni da compiere proprio il giorno della finale.

Com’è nata questa «Chimica» che è anche il titolo della canzone?

«Margherita (vero nome di Ditonellapiaga, ndr.) è un talento puro. È una che, per esempio, ha un gran senso del rhythm’n’blues ma sa pure rappare benissimo, qualità che io, che sono sempre stata una rockettara, non ho. Lei ci ha messo del suo, io del mio: contaminazione, si chiama così. È venuta fuori una gran cosa, secondo me acchiapperà moltissimo ino alla fine dell’estate».

Fuori dalla scena?

«Ci divertiamo un casino. Intanto siamo entrambe figlie uniche, e dunque a volte ci sentiamo sorelle nonostante i 41 anni di differenza e la diversa provenienza, io veneta e lei romana. Ma siamo pure amiche, complici, io un po’ mamma e lei un po’ figlia».

Un rapporto in cui surroga anche la sua maternità mancata?

«Forse sì, ma senza il peso della responsabilità».

Due anni di fila a Sanremo, l’anno scorso aveva detto che si sentiva “un’anziana signora” per poter pensare di tornarci in gara…

«Menomale che c’è il Festival! Il Covid ci blocca da due anni, non poter cantare m’è costato come non poter fare l’amore, due anni d’astinenza, di castità».

 

 

A proposito: «Chimica» invita a seguire l’istinto dell’attrazione fisica senza troppe sovrastrutture.

«Ma non è un manifesto, è una canzone disinibita, maliziosa, brillante, niente di volgare. Come dire: se ci va, non stiamo a girarci troppo intorno, non perdiamo tempo a traccheggiare».

 

Un brano trasgressivo, alla Rettore.

«Questa della trasgressività è una leggenda. Io, che non ho mai fumato uno spinello. Di più: che non ho mai preso una multa per divieto di sosta».

 

Forse il massimo della trasgressione oggi è stare con lo stesso uomo da 45 anni.

«Quarantacinque…? Mi faccia pensare, era il ’77. Oddio, è vero!».

 

La ricetta per questa “trasgressione”?

«Non esistono ricette. Claudio è stato il fidanzato, il compagno, è il marito (dal 2005, ndr.), il fratello che non ho mai avuto, adesso anche mio padre e mia madre, oltre che il mio musicista da sempre. E poi amiamo le stesse cose: i viaggi, lo sport, gli animali, il rispetto per l’ambiente».

 

Lei è un’ecologista tenace.

«Ce ne fossero di più, visto com’è maltrattato il mondo: non tutti facciamo la differenziata, mangiamo ancora troppa carne... Adesso ci volevano pure i no-vax».

 

Ai quali manda a dire…

«Che sono stupita, arrabbiata. Parlano tanto di libertà e si mettono sotto i piedi la nostra. Non mi piace questo clima. La democrazia non vive di conflitti».

 

Non sempre la politica dà il buon esempio.

«Guardi, io sono sempre stata di sinistra pur nel Veneto della Balena Bianca. Oggi però le dico: era meglio la Dc. Se penso a quanto ci ho litigato da ragazza! Ma almeno, nelle parrocchie, al campetto dell’oratorio si faceva sport e all’oratorio si studiava musica. Altro che talent!».

 

Una donna per la presidenza della Repubblica.

«Le mie tre preferenze: Emma Bonino, Monica Cirinnà, Dacia Maraini».

 

Berlusconi sul Colle?

«Non mi sembra il caso. E non perché abbia passato tanto tempo nelle aule dei tribunali anzi, da questo punto di vista secondo me è stato un po’ vessato. Come imprenditore era abile».

 

Mattarella-bis?

«La vedo difficile. Lasciamolo libero, se lo merita proprio. Ci ha tolto certe castagne dal fuoco…».

 

Insomma, un uomo al Quirinale al Quirinale?

«Gianni Letta ce lo vedrei bene: è sobrio, misurato, autorevole».


Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Gennaio 2022, 11:58
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