Rachele Bastreghi: «Canto l'animo femminile e getto via la maschera»

Rachele Bastreghi: «Canto l'animo femminile e getto via la maschera»

di Rita Vecchio

Fuori tempo o “fuori orario”, Rachele Bastreghi non ha mai smesso di suonare a modo suo. Sia con i Baustelle che da solista. Prima il disco Marie, poi Psychodonna, uscito pochi mesi fa e che ha portato in tour durante l’estate. Tour che si chiuderà stasera all’Auditorium Parco della Musica di Roma all’interno di LineUp!, per la prima serata della rassegna tutta al femminile di Romaeuropa Festival. Una scaletta «di vari colori», racconta, con i brani nuovi ma anche i precedenti «riarrangiati in chiave “psycho” ed elettronico».


Cosa significa partecipare a un Festival in questo momento?
«È un ritorno. È ripartenza. È rinascita. Un ritrovarsi tra le persone, con la musica e tra le donne. Una vera potenza. Ho fatto un disco sull’animo femminile. E su tutte le sue sfaccettature».


Ci vuole coraggio per questo?
«Nasciamo con un senso di fatica dell’essere donna. In tanti ambiti, non solo nella musica che, anche se è arte libera, fatica lo stesso. Sembra un mondo per soli maschi. La donna è vista come cantante e interprete meno come musicista, arrangiatrice, compositrice».


Lei è una musicista.
«Vengo da una formazione musicale forte, mi piace sperimentare. E per fare questo, ci vogliono passione e ricerca della leggerezza nel trasformare una fragilità in qualcosa di produttivo».


La sua donna simbolo?
«Ci sono tante donne che mi hanno affascinato. Nico dei Velvet Underground, Edda dell’Orso voce di Ennio Morricone. Due donne opposte, una spettrale, l’altra eterea».


E lei come è?
«Sto nel mezzo. Entrambe rappresentano la mia anima. La timidezza da una parte, l’irruenza dall’altra. Un viaggio introspettivo ritmico e fisico».


In “Psychodonna” c’è la figura di Anna Oxa.
«In “Fatelo con me”, un brano scritto da Fossati e cantato da una giovanissima Oxa. Mi riconosco nella sua attitudine punk, in quella voce sgraziata che parlava di libertà sessuale e di temi coraggiosi e emancipati».


Si può fare “la rivoluzione” che canta?
«Si deve fare. Partendo da una ricerca di se stessi e della propria identità. Andando oltre il sistema culturale in cui viviamo. Abbattendo quel maschilismo per cui la donna in certi ambiti viene vista fragile e inferiore. Facciamo paura? Forse sì. Ma dobbiamo avere la follia di osare e di buttare giù le maschere».


Ha pensato di scrivere un libro?
«Bisogna avere urgenza per fare le cose. In questo momento, non sento la necessità».


E l’urgenza di tornare con i Baustelle?
«I Baustelle sono in pausa. Normale dopo un doppio disco (“L’amore e la violenza, vol.1 e vol. 2”). La pandemia non ha aiutato le band. Quando torneremo a suonare insieme sarà ancora più bello».


Le altre protagoniste femminili di LineUp!, fino al 3 ottobre all’Auditorium Parco della musica, saranno: Emmanuelle, Margherita Vicario, Boyrebecca Ditonellapiaga, LA NIÑA, Bluem.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 30 Settembre 2021, 19:14
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