Osvaldo in concerto a Roma: meno “born to be wild” davanti a un centinaio di persone

di Simone Pierini
In campo lo ricordano tutti per la sua vena per il gol, i suoi colpi di classe e la sua personalità. Un carattere forte, sempre diretto e provocatorio. Sulla pista da ballo, ora che è tra i favoriti di Ballando con le Stelle, mostra talento e capacità. Ma il Pablo Daniel Osvaldo rockstar com’è? Il suo concerto di martedì scorso al Crossroads, sulla via Braccianese a circa 30 chilometri da Roma, ce lo ha mostrato più timido, meno coinvolgente con il pubblico. Un po’ meno “born to be wild”.



Vive la sua musica come fosse immerso in ciò che sente uscire dagli strumenti della sua band e nei suoi testi, rigorosamente in lingua spagnola. Il sound è un rock ispirato dai Rolling Stones, le movenze da bello e dannato alla Jim Morrison. Paragoni utili solo per rendere l’idea, personaggi che non possono essere realmente scomodati. D’altronde parliamo di miti, leggende della musica.

In quasi due ore di performance sul palco si contano sulle dita della mano le parole regalate alle poco più di cento persone accorse per ascoltarlo: famiglie a cena, qualche decina di ragazzi e qualche ragazza interessata all’Osvaldo sexy. Qualche “grazie mille” al termine di un brano suonato, una dedica polemica “agli amici finti del calcio, perché di reali ne sono rimasti 4 o 5” e un momento di imbarazzo quando gli vengono lanciate delle mutandine.



Il suo look è il solito, quello che mostra da diverso tempo in tv. Occhiali tondi, cappello in testa, maglietta scura, pantaloni bordeaux con bandana e catena penzolanti sulle tasche posteriori e stivali pitonati da cowboy. I suoi sguardi e qualche commento sono rivolti solo verso suoi compagni di band. Il pubblico è seduto sui tavoli, mangia panini e patatine e beve qualche birra. Dalla platea, certamente non numerosa, vola qualche “daje Dani”. Poche anche le groupie, una di loro festeggia il compleanno e Osvaldo intona un “tanti auguri a te”.

Subito sotto a lui i più scatenati sono i colleghi ballerini di Ballando con le Stelle capitanati dalla compagna d’avventura Veera Kinnunen, con la quale ha iniziato a muovere i primi passi di danza. «Quando è arrivato non era proprio in forma - dice prima del concerto - aveva smesso col calcio da tre anni. Ma ha un talento naturale e la musica lo ha aiutato a migliorare di giorno in giorno. Si applica molto e lavora sodo e con lui mi trovo bene. Ha senso del ritmo e quando balliamo si vede. Favoriti per la vittoria? Non diciamolo per scaramanzia». E la sua musica? «Sì, mi piace».

Protagonista di un vero e proprio show è invece Martin Castrogiovanni, l’ex rugbista argentino naturalizzato italiano, amico e ammiratore di Osvaldo. Balla, applaude, canta le canzoni conoscendo i testi. «Tra matti ci siamo trovati - racconta divertito - ma a ballare sono più bravo io», scherza. «La sua musica mi piace, lui mi piace. È uno vero, sanguigno come me».
Venerdì 3 Maggio 2019, 17:36
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