Nomadi, Beppe Carletti: «Il nostro segreto? Coerenti per Milleanni»

Nomadi, Beppe Carletti: «Il nostro segreto? Coerenti per Milleanni»

MILANO - C'è un valore che dura per tutta la vita? Se lo si chiede a Beppe Carletti, 73 anni il prossimo agosto, di cui 56 passati nei Nomadi, la risposta è: «Coerenza». «Vale per tutto», racconta in un ufficio del centro di Milano. L'occasione è la presentazione del nuovo disco dei suoi Nomadi, Milleanni, in uscita oggi, con un brano cantato con un'inedita versione vocale di Augusto Daolio. Un concept-album di undici tracce. «Il significato che lega il disco? Ancora una volta coerenza: scriviamo e cantiamo solo quando abbiamo cose da dire. Ma basta guardarsi intorno, nella politica, nella società in cui viviamo per trovare le parole giuste. Canzoni come Bianchi e neri o Con me o contro di me parlano da sole».



Si spieghi meglio.
«Nel nuovo disco abbiamo ripescato anche brani del 1973. Allora cantavamo dei problemi che riguardavano il mondo, la politica. Tempi duri, difficili, in cui l'odio per la diversità anche solo di ideali prevaleva su tutto. Oggi, sono sempre testi incredibilmente attuali. Sono un democratico e sogno sempre un mondo migliore».

Mai tentato in questi 56 anni di lasciare perdere tutto e godersi il tempo della vita privata?
«Se faccio questo lavoro, è sempre solo perché è la mia vita, la nostra vita: i Nomadi sono come una grande famiglia».

Come si tiene unita una famiglia così?
«Con il massimo del rispetto, parlando, ascoltando, mettendosi tutti sullo stesso piano e vivendo l'emozione della musica che suoniamo».

Mai tentati neppure una volta di seguire le mode musicali del momento?
«Mai: abbiamo vissuto l'era della disco music, poi gli anni Ottanta senza mai cedere, figurarci se oggi ci viene voglia di suonare un disco a ritmi di trap...».

Cosa ne pensa dei giovani rapper italiani?
«Mi chiedo, nel massimo del rispetto, dove sia la melodia, il bello di ogni canzone».

Per questo sono tantissimi i giovani che vi seguono anche dal vivo?
«Il segreto sta proprio in questo, nella melodia di una bella canzone che sa parlare al cuore della gente: con rispetto e dolcezza. Io scarto sempre qualsiasi parola scurrile o maleducata. La musica bella può farne a meno».

In 55 anni avete suonato da Gerusalemme a Cuba. Un luogo particolarmente caro a lei tra questi?
«Non c'è, per me anche il paesello è sempre un'occasione di festa. Certo che quando mi hanno detto: Hai visto i Rolling Stones che hanno suonato persino a Cuba?, allora ho spiegato che prima di loro, là, ci sono stati Nomadi».
Venerdì 31 Maggio 2019, 05:01
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