La pagelle musica 2018: promossi Maneskin e Bertè, Bocelli star dei due mondi. Pausini-Antonacci da sbadigli
di Claudio Fabretti

La pagelle musica 2018: promossi Maneskin e Bertè, Bocelli star dei due mondi. Pausini-Antonacci da sbadigli

MANESKIN 8
Che piaccia o meno, il fenomeno musicale dell'anno, in Italia, sono loro. I ruspanti Maneskin di Damiano e i suoi fratelli, figli degeneri del talent e già convertiti alla dura legge del palco. Il loro album Il ballo della vita spazia con (forse eccessiva) disinvoltura dalla ballata al funk, dalla danza latina al rock-trap. Più che un concept è un polpettone ammiccante, confezionato con gli ingredienti giusti per sedurre il pubblico. Troppo facile vincere così? Certo, ma portano a casa vendite, concerti sold-out e un alone di maledettismo che, pur naif, non guasta. Considerato che un anno fa sgomitavano ai provini di un talent, un traguardo senza precedenti per un gruppo italiano negli ultimi anni.

Le pagelle Tv del 2018: promossi il mondiale targato Mediaset e il Sanremo di Baglioni. Male Saviano e Diletta Leotta

ANDREA BOCELLI 9
Il tenore si veste da supereroe, battendo Lady Gaga e conquistando con il suo Sì il primo posto sulle due sponde dell'Atlantico (Usa e Uk). Un risultato da record per un musicista italiano, che testimonia il gradimento universale ottenuto da un artista schivo e spesso sottovalutato in patria. Con ogni probabilità andrà a Sanremo: e sarà il trionfo definitivo.

LOREDANA BERTÈ 8
Quando sembrava ormai persa In alto mare, Loredana piazza la zampata che non t'aspetti. Un featuring memorabile, quello di Non ti dico no, che lancia in orbita in tutte le spiagge italiane i carneadi Boomdabash. Non bastasse il tormentone estivo, arriva anche un album di tutto rispetto (LiBerté). L'orgoglio della fuoriclasse.

THEGIORNALISTI 8
Un'estate in Paradiso, grazie alla Felicità puttana, indiscusso tormentone che ti si appiccica addosso (anche tuo malgrado). Poi un album paraculo fin dal titolo (Love) e un tour di successo. Tommaso Paradiso, alla guida di Thegiornalisti, è il nuovo re Mida dell'ital-pop. Pazienza per i nostalgici dell'indie. In terra romana più underground, convince a metà Calcutta (6), sorprende Carl Brave (6,5) e si conferma Piotta (7).

GIORGIA/ELISA 4
Giorgia ed Elisa: chi le ha viste? Il loro 2018 scorre anonimo, senza lasciare il segno. La cantante friulana ha provato anche a pubblicare i suoi Diari aperti, ma il contenuto non avrebbe attirato neanche il più accanito dei voyeur. La vocalist romana, invece, ci ha snocciolato le sue cover del cuore (Pop Heart), facendoci venire subito voglia di riprendere in mano gli originali. Rivedibili.

ANASTASIO 7
Il trionfo rap a X Factor era annunciato, lui però ci mette di suo un'interpretazione graffiante e un inedito tra i più efficaci usciti da quel calderone negli ultimi anni (La fine del mondo). Gli si può perdonare qualche ingenuità del testo («sogno un impianto con bassi pazzeschi» sembra lo spot di una ditta hi-fi), meno i like a Casapound in nome del «libero pensiero».

PAUSINI & ANTONACCI 4
Mentre continuano a sfornare dischi tutt'altro che memorabili, i due reucci del pop alla melassa uniscono le forze. Il coraggio di andare - dal titolo di una loro canzone - è già lo slogan ufficiale di chi riuscirà a esserci. Temerario anche chi è riuscito ad avvicinarsi all'altro duo fuori tempo massimo dell'anno: Shapiro & Vandelli (5).

SFERA EBBASTA 6
Il rapper dei record chiude quello che doveva essere il suo anno d'oro finendo nel ciclone, per l'assurda tragedia della discoteca di Corinaldo. Ne scaturisce un fiume di fango, veleni e polemiche che intasa i social. Chi se ne infischia del problema dei messaggi sbagliati della trap non può non riconoscere il suo talento. Ora speriamo che cresca. Bene anche l'altro fenomeno rap dell'anno, Ghali (7), galleggia con mestiere Emis Killa (6).

LO STATO SOCIALE 8
Di indie, ora, non hanno più nulla. E la loro non sarà certo Una vita in vacanza. Dopo il trionfo morale di Sanremo, Lo Stato Sociale ha portato Lodo Guenzi al banco dei giudici di X Factor. Meglio loro dei veri vincitori: per Ermal Meta e Fabrizio Moro (5) la gloria si è fermata sul palco dell'Ariston, senza rinnovarsi su quello dell'Eurofestival, a dispetto dei pronostici.
 
Mercoledì 19 Dicembre 2018, 09:21
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