Edoardo Bennato: «Milano ti amo, hai realizzato i miei sogni. Stasera suono per te»
di Ferruccio Gattuso

Edoardo Bennato: «Milano ti amo, hai realizzato i miei sogni. Stasera suono per te»

È stato il primo artista italiano a riempire San Siro, armato di chitarra e poco più, agghindato da musicante di strada. Questo per dire che Milano, per Edoardo Bennato, sarà sempre Milano. Oggi il cantautore, bluesman e rocker napoletano torna (ore 21,45) da protagonista in città, con un concerto nel cartellone della Festa della Musica al Castello: un capitolo – anzi “il” capitolo – dell’Estate Sforzesca che racconta in pieno la speranza dei milanesi.

 

Quella di tornare a essere la città che respira musica e cultura. Cosa significa per lei il ritorno a Milano?

«Milano è la mia seconda città, mi è assolutamente cara perché qui ho realizzato i miei sogni. Inoltre, è la città in cui ho fatto l’università. Qui ho anche una casa. E poi ci fu quel memorabile concerto del 19 luglio del 1980 a San Siro, l’ultimo di quindici concerti negli stadi italiani».

 

Come ha pensato il suo concerto? Si parla di band allargata.

«Sarà un concerto articolato tra il rock e il blues con incursioni del quartetto d’archi Flegreo. In scaletta ho previsto canzoni nuove e classici del passato».

 

Un concerto come questo che valore ha, dopo una pandemia?

«Sono il testimonial della Festa della Musica 2021 e quando mi hanno proposto di suonare all’interno del cortile del Castello Sforzesco, ho accettato immediatamente. Innanzitutto per cercare di riaprire la stagione dei concerti, penalizzati in questa era segnata dal Covid. Mi sembrava un segnale tangibile di speranza».

 

Nel 2017 uscì una sua rilettura di “Burattino Senza Fili”, con brani nuovi e classici riarrangiati. Uscì anche il musical teatrale Pinocchio Reloaded. Il teatro l’affascina ancora?

«Quando scrissi Burattino senza fili già immaginavo un musical, come anche per il Peter Pan di Sono solo canzonette, che poi si realizzò. Mai avrei immaginato che sarebbe stato un campione d’incassi al botteghino. Il teatro è da sempre una mia grande passione».

 

Lei ha sempre saputo cantare scomode verità attraverso metafore fiabesche: nell’anno del Covid ha identificato qualche Mangiafuoco?

«Mangiafuoco è sempre al suo posto: muove i fili e fa ballare i burattini. Lucignolo porta tutti al rave party, alla ricerca dello sballo. Di Grilli parlanti e sparlanti ne abbiamo a iosa, la loro doppia morale ci fa compagnia».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Giugno 2021, 08:32
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