Michael Stipe a Roma: «Arrivederci R.E.M. Ora musica, foto ed ecologia»
di Claudio Fabretti

Michael Stipe a Roma: «Arrivederci R.E.M. Ora musica, foto ed ecologia»

ROMA - «Il tempo dei R.E.M. è finito. Proseguirò da solista, ma senza fretta, perché per me la musica è una passione». Niente ripensamenti per Michael Stipe, a Roma per presentare il suo libro fotografico Our Interference Times. Anche se i vecchi amici non si dimenticano: «Domani sera a Londra sarò a cena con Mike (Mills, ndr) - racconta, con occhialoni neri quadrati a incorniciare il viso, finalmente alleggerito dell’immane barbone da guru - Ma quella storia è chiusa dal 21 settembre 2011».
È ripresa invece, a sorpresa, l’attività solista di Stipe, con il singolo Your Capricious Soul, che però non prelude a un album. Almeno per ora. «Non sento la fretta di far uscire dei singoli. Vi chiedo di non trattenere il respiro e di godervi il viaggio», spiega ai presenti. Perché la sua attività principale, al momento, è la fotografia. Al museo Maxxi, con la presidente Giovanna Melandri, ha presentato il suo secondo libro di immagini. Il primo lo aveva dedicato a familiari e amici. Con questo, Our Interference Times (Damiani), vuole raccontare il mondo nel passaggio dall’analogico al digitale. Con le immagini selezionate dallo scrittore e artista Douglas Coupland nel vasto archivio di Stipe. «Presi una Canon e iniziai a fare foto nel 1974. Frequentavo un corso di Scienze ambientali, i professori erano dei giovani hippies che volevano trasmetterci i loro valori. E ci sono riusciti». Del resto, anche le canzoni di Stipe sono sempre state «arte visiva», quasi collage fotografici: «Quando scrivo un brano, le immagini mi scorrono nella mente e cerco di inserirle in un paesaggio». Immagini come quelle del cinema, un’altra sua passione: «Nel libro troverete omaggi a Fellini, uno dei miei registi preferiti - aggiunge - E la nave va è il suo film che amo di più».
I proventi del libro (come quelli del singolo) andranno per un anno a Extinction Rebellion, il movimento di giovani ecologisti che praticano la disobbedienza civile. «Non chiedono troppo - sottolinea Stipe - Bisogna provare a cambiare il mondo, perché a controllarlo siamo noi». Un controllo che si estende anche all’attività artistica. Da ex-pioniere indie (seppur poi munificato dalle major) Stipe spiega di aver scelto di distribuire il singolo sul suo sito «per mandare un messaggio: siamo in grado di controllare noi stessi, l’indipendenza fa parte dell’essere americano». Salvo poi precisare: «Questo non vuol dire che dopo un anno non andrò sulle altre piattaforme. Non sono uno stupido, voglio raggiungere più persone possibile».
Refrattario ai social per il loro «atteggiamento manipolatorio» e permissivo («Twitter doveva bannare Trump per i suoi discorsi di incitamento all’odio»), Michael Stipe invoca «un cambiamento radicale», puntando sulla candidata democratica più in voga del momento: «Elizabeth Warren potrebbe essere una luce, mentre sarebbe ora che Joe Biden si ritirasse».
Arrivederci R.E.M., dunque. E arrivederci Roma: «Ci sono stato in vacanza. La basilica di Santa Maria degli Angeli mi ha ispirato. Ne troverete traccia nel mio prossimo lavoro».
Mercoledì 9 Ottobre 2019, 07:00
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