Milano, Max Pezzali: «Al Meazza sbarca l'Uomo Ragno. E sul palco voglio con me Mauro Repetto»

di Ferruccio Gattuso
Metti sulla stessa riga le parole Max Pezzali e San Siro e avrai il seguente effetto: trentamila biglietti in tre giorni. Appare evidente che San Siro canta Max, il 10 luglio 2020, è l'idea perfetta per festeggiare 30 anni di carriera. Da Sei un mito a Come mai, fino all'ultimo singolo In questa città, la prima volta di Max Pezzali nel tempio del calcio sarà una cavalcata nella musica.

Cosa la spinse a fare musica?
«L'ho sempre amata. E quando al liceo io e Mauro Repetto ci siamo accorti che in America anche i non musicisti con il rap cominciavano a fare musica ci siamo detti: proviamoci. Prima col rap, poi con brani melodici».

Avrebbe mai pensato che grazie a Hanno ucciso l'Uomo Ragno lei sarebbe diventato un supereroe della musica italiana?
«All'inizio io e Mauro avremmo voluto scrivere per altri. Però nessuno voleva cantare le nostre canzoni, quindi ci siamo buttati».

Quando San Siro è diventata realtà, qual è la prima persona cui ha pensato?
«Mauro, naturalmente. Non l'ho ancora sentito, spero che accetti di salire sul palco con me, almeno per qualche brano. Lui ora fa tutt'altro, ma deve esserci. E pensare che io e lui, nel giugno 1990, ai Mondiali eravamo a San Siro, a vedere Italia-Camerun».

Altri ospiti?
«Sì, ma è tutto in fase embrionale. Il protagonista vero sarà il pubblico: dovrà cantare sempre».

Quale il momento più gratificante e il più difficile di questi trent'anni di carriera?
«Il più bello è quando capisco che una mia canzone ha fatto breccia nella vita delle persone. Il più difficile dopo una brutta eliminazione a Sanremo: ho pensato che forse avevo fatto il mio tempo. Poi è tornata la passione».
Martedì 3 Dicembre 2019, 05:01
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