Marracash: «Il sonno della ragione vota Lega. Un album personale per tornare solo Fabio»
di Rita Vecchio

Marracash: «Il sonno della ragione vota Lega. Un album personale per tornare solo Fabio»

Marracash versus Fabio. O, molto più probabilmente, viceversa? Perché, ascoltando i nuovi brani del suo disco viene davvero il dubbio su chi stia parlando a chi. Quindici tracce dal titolo Persona in uscita il 31 ottobre a tre anni di distanza dal precedente album Santeria. «Una distanza - dice - che è un'era geologica per un rapper». Ogni canzone ha come sottotitolo parti del corpo umano: c'è il cuore, il sangue, lo scheletro, i polmoni, il ca**o, il cervello, i denti, i nervi, la pelle. «Proprio come fosse un avatar - racconta lo stesso Marracash, all'anagrafe Fabio Rizzo - E il disco inizialmente si doveva chiamare proprio così. Poi però il musicista Venerus mi ha suggerito di intitolarlo Persona come il film di Ingmar Bergman del 1966».
 
 


«È un po' come se Fabio avesse ucciso Marracash, come se la mia identità avesse salutato l'artista che io ho creato, ma che gli altri hanno modellato. È più un disco di Fabio che di Marracash. Mi sono liberato del personaggio». Un concept album, «vero, istintivo, maturo e libero», che «ha preso vita a poco a poco come un Frankenstein». Nove featuring «nati per colmare il talento che non ho e per arricchire i brani», da Mahmood («che ha rivoluzionato la musica e Sanremo»), a Madame, da Cosmo a Coez, Guè Pequeno, Luchè, Massimo Pericolo, Sfera Ebbasta e tha Supreme.

Un disco che arriva dopo tre mesi di isolamento da internet e social («chiuso a casa da luglio a settembre»). E sarà che il meglio viene sempre dopo un periodo difficile - come i suoi ultimi tre anni «cupi e tristi», con la fine di «una relazione tossica con una persona complicata» (a cui allude nel brano Crudelia),«ma ora sono sereno, dormo come un bambino» (merito di Elodie, la cantante cui è legato da qualche mese?) - ma è davvero un disco diverso.
Del quartiere popolare della Barona, quello in cui è cresciuto dopo che con la famiglia si è trasferito dalla Sicilia a Milano, c'è ben poco. E nei testi scherza e accusa la politica, da Trump a Putin per arrivare all'ignoranza sventolata come bandiera, a Salvini, al sonno della ragione che vota Lega, «perché non posso pensare - spiega - che la gente dimentichi. Mi ricordo quando la Lega andò al potere, la retorica di Bossi con i suoi fallimenti. Di Berlusconi e delle promesse mai mantenute di milioni di posti di lavoro».

Rappa di droga, gioca con un nice to meet you e il MeToo, da una parte si definisce come il Cristo morto di Mantegna e da un'altra chiama in causa lo chef stellato Cannavacciuolo. Fino a chiudere con Greta Thunberg (a quattro mani con Cosmo).

Tracce ricche. Il brano campionato di Frankie Hi-nrg mc, Quelli che Benpensano per parlare «dell'ipocrisia italiana di nascondere la testa sotto la sabbia», di un Un ragazzo di strada, nientemeno che il pezzo del primo 45 giri dei Corvi. Accenni a T'appartengo di Ambra Angiolini dei tempi di Non è la rai («Ambra ancora non l'ha ascoltata»), a Ti Amo di Tozzi. E nomi come Colapesce, Di Martino, Dardast e Charlie Charles. I live in primavera (e sta pensando all'idea della band, visto che nel disco non mancano bassi e sax suonati). E sempre in primavera uscirà il suo libro.

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Mercoledì 30 Ottobre 2019, 05:01
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