Marco Carta non teme il processo per il furto alla Rinascente: «Non vedo l'ora»

Marco Carta non teme il processo per il furto alla Rinascente: «Non vedo l'ora»

Marco Carta non teme il processo, anzi. In occasione della presentazione del suo nuovo album, Bagagli leggeri, e del suo libro Libero di amare - a cui all'ultimo ha aggiunto un capitolo sulla vicenda del furto - il cantante ex Amici è tornato a parlare del suo arresto (poi non convalidato) per un furto di magliette alla Rinascente e al processo che dovrà affrontare a settembre per furto aggravato.

Marco Carta, chi è Fabiana Muscas, la sua amica 53enne che aveva le magliette nella borsa

«Sono tranquillo per settembre anzi non vedo l'ora», ha detto Carta: dopo la notizia che era stato fermato, «le critiche social mi hanno fatto male» ha aggiunto il cantante. «Bisognerebbe avere un patentino per i social - ha detto -, passare un esame, Non è possibile scrivere insulti pesanti a muso duro e a cuor leggero. Io ho una bella corazza ma sono un essere umano, ero spezzato e mi sto ricongiungendo ora».

 
 

Per Carta anche i media hanno le loro colpe: «La stampa stessa - ha osservato - ha fatto dei titoli pesanti». Del furto «non ero conscio, sennò - dice alludendo al fatto che le magliette siano state trovate nella borsa della donna che lo accompagnava quel giorno - mi sarei dissociato o l'avrei impedito». 
Giovedì 20 Giugno 2019, 15:23
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