«Lucio Dalla, genio imprevedibile». Una mostra a Bologna, Roma e Milano a dieci anni dalla scomparsa

«Lucio Dalla, genio imprevedibile». Una mostra a Bologna, Roma e Milano a dieci anni dalla scomparsa

di Rita Vecchio

«Mai difficile. Troppo genio per circondarsi di persone con cui non valesse la pena di lavorare. Era un artista che pensava a fare le cose bene». È un ricordo pieno di affetto e stima, quello di Silvana Casato, moglie di Michele Mondella, storico promoter e ufficio stampa a fianco di Lucio Dalla fin dal 1973.

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C’è anche un suo immancabile contributo nella mostra che verrà inaugurata al Museo Civico Archeologico di Bologna il prossimo 4 marzo (giorno di nascita di Lucio). “Lucio Dalla - Anche se il tempo passa”, un allestimento itinerante che arriverà all’Ara Pacis di Roma il 22 settembre per poi proseguire nel 2023 (ottantesimo dalla nascita), a Napoli e a Milano. La mostra - ideata e organizzata dalla società C.O.R. e curata da Alessandro Nicosia con la Fondazione Lucio Dalla - è il risultato di un lungo lavoro di ricerca.

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Silvana Casato Mondella ha curato l’archivio “Mondella Casato”, raccolta storica di articoli e pagine intere di quotidiani. «Era un grande artista che sapeva offrire opportunità - continua Silvana Casato - Attento alle novità, ai giovani. La prima volta che ho incontrato Lucio è stato negli uffici della “It” (casa discografica, ndr). Dormiva sdraiato negli uffici. Erano gli anni di “Come è profondo il mare”».

E inizia a sorridere, ricordando la volta in cui Dalla decise di presentare “Henna” in modo singolare: «Invece di mandare il disco, lo porto io a casa, o a colazione o a cena, ci disse. E lo fece davvero, bussando a casa di una ventina di giornalisti. Tra Milano e Roma, tra latte e biscotti e uno spaghetto. Questo era Lucio Dalla».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 2 Marzo 2022, 17:12
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