Barbarossa, ritorno a Radio 2: «Non è inutile risvegliarci dal torpore»
di Rita Vecchio

Barbarossa, ritorno a Radio 2: «Non è inutile risvegliarci dal torpore»

Di Luca Barbarossa. E della parola resilienza. II cantautore romano ha portato sempre avanti il programma, Radio2 Social Club che da martedì 5 marzo torna in TV - dal lunedì al venerdì su Rai2 dalle 8.45 e su Rai Radio2 dalle 10.35 - con Andrea Perroni e Neri Marcorè. E tanti ospiti, da Mario Biondi, a Gianna Nannini, a Ermal Meta. E poi l’inedito, “Non è inutile”, a favore dell’Ospedale Spallanzani di Roma. Oltre che le collaborazioni con il gotha del jazz italiano, da Fresu alla Marcotulli. 
Si ricomincia.
«Non mi sono mai fermato. Continuare un programma senza band, senza ospiti, è stato complesso. Ho lavorato a testa bassa. Come tutti, un po’ sospeso». 
Come lo è la musica adesso. 
«L’emergenza Coronavirus ha i riportato i nodi al pettine, dalla sanità pubblica ai diritti delle persone. Intere categorie di lavoratori ne sono privi, come le maestranze. Quelli chiamati per uno spettacolo teatrale, un set cinematografico, un disco, quelli che ci fanno prendere gli applausi per luci, suoni, scene. Ma che stanno a casa (se l’hanno) senza indennizzi, se si ferma tutto. Questa categoria non si chiama Luca Barbarossa, Tiziano Ferro o Fiorella Mannoia, che fermi un po’ possono stare». 
Cosa si può fare?
«Non detto io l’agenda. Ma una prospettiva di ripartenza il governo deve darla». 
“Non è inutile”. Un inedito giusto al momento giusto. 
«Scritto mesi fa e inciderlo ora ha un significato ancora più profondo. “So cosa mi perdo se il mondo non avrà il tuo sguardo”: questo verso ci desta dal torpore, ci mette di fronte immagini di bare, di case di riposo, di ospedali. Mi sento di dedicarlo a chi ha sofferto per il Covid. Le persone sono preziose, tutte. Il ricavato sarà interamente devoluto allo Spallanzani, eccellenza mondiale per i trapianti e che sta combattendo in prima linea».
Il testo come nasce?
«Da una lettera di Ettore Scola alla figlia Silvia. Piena di umanità e speranza. Mi sono nutrito dei suoi film. Mi fa tenerezza leggere il suo nome insieme al mio come autore di Non è inutile». 
E l’Instant Song in radio? 
«“La prima cosa che farò (quando tutto questo finirà)”, una canzone “aperta” ai messaggi degli ascoltatori, pure dei bambini che per assurdo vogliono tornare a scuola. È merito dell’insistenza del mio autore, Massimo Martelli. Si è dilettato ironicamente pure Enrico Ruggeri».
E lei, prima cosa che farà quando tutto finirà? 
«Una partita a tennis. E passerò del tempo nella mia casa di Sabaudia».
Ultimo aggiornamento: Lunedì 4 Maggio 2020, 19:24
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