La Rappresentante di Lista: «A Sanremo con tante sorprese e una canzone per la rinascita». LA COPERTINA HOT
di Rita Vecchio

La Rappresentante di Lista: «A Sanremo con tante sorprese e una canzone per la rinascita»

Teatro, musica, danza. La Rappresentante di Lista, LRDL per abbreviare, promette «sorprese». Ospiti di Rancore nella serata cover del precedente Festival di Sanremo, il gruppo sarà tra i “campioni” in gara con Amare, brano scritto da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina (i “frontman” di LRDL, dove Veronica è la voce e Dario è pianoforte, chitarre, synth). Il loro quarto disco, My mamma, uscirà il 5 marzo, con le firme di Dardust (lo stesso del brano sanremese) e Pacifico.

 

Quanta emozione?

V.:Sta salendo vertiginosamente. E pure le scintille nello stomaco.

 

Presentatevi: chi è LRDL? 

D.: Un collettivo. Una factory. Vedete me e Veronica, ma c’è tutto un mondo dietro. Qualcuno sarà con noi durante l’esibizione.  

 

Perché questo nome?

D.: Risale al referendum 2011, quando Veronica si trasferisce da Viareggio nella mia Palermo per uno spettacolo teatrale. 

V.: E ho fatto la rappresentante di lista civica. È diventato un gioco di parole e di rime, titolo di un brano e nome del gruppo. 

 

“Pronto, sono Amadeus. Siete tra i 26 in gara”. 

V: Ho risposto io. E inizialmente mi sembrava uno scherzo. 

D: Era la risposta che speravamo arrivasse. Avevamo provato anche nel 2015, con Apriti cielo. In selezione c’erano Irama e Gabbani. 

 

Cosa significa essere al Festival? 

V.:Sapere che tante persone potranno scoprire la particolarità della nostra musica. Amare ci aiuterà a cavalcare l’onda lunga Sanremo.

 

Cosa canta “Amare"? 

D: non è solo una canzone d’amore, ma un verbo all’infinito che parla di rinascita e voglia di superare momenti difficili (“urlare dopo avere pianto”). Attuale, trascinante, esplosiva. Da cantare in coro. 

 

Riportate dopo 27 anni Donatella Rettore all’Ariston. 

V.: è una potenza, una donna straordinaria. Sui generis. Ci assomigliava in tante cose, anche nella esternazione di femminilità. 

 

Uno dei vostri temi preferiti. Nella copertina, una vagina in primo piano. 
È tratto dal realismo audace di Courbet “L’origine del mondo”. Raffigurava la nostra attitudine artistica e politica mischiata al corpo, alla sensualità, al teatro, alla femminilità appunto. In Mai mamma, abbiamo usato il coro di dieci attrici (non cantanti). Temi che attingiamo dal teatro di Emma Dante, di Pina Bausch.

 

 

E sul palco? 

Promettiamo grandi sorprese. Merda-merda-merda.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Febbraio 2021, 17:53
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