Gabbani, un "2019" che non lascia traccia: cliché e marketing...aspettando Sanremo
di Davide Desario

Gabbani, un "2019" che non lascia traccia: cliché e marketing...aspettando Sanremo

Per cosa lo ricorderemo questo 2019? Sicuramente non per l'ultima canzone, intitolata proprio 2019, di Francesco Gabbani. Dopo averla fatta girare su WhatsApp, l'ha presentata dal vivo sabato a Milano, durante il sedicente Gabbaday, organizzato insieme al fanclub all'Apollo di Milano. Perché se dopo il doppio e incredibile exploit sanremese (vittoria a Sanremo Giovani nel 2016 con Amen e l'anno successivo, come mai nessuno, nella categoria Big con il brano Occidentali's Karma) tutti si chiedevano se Gabbani fosse una meteora stile Jalisse o un nuovo fenomeno alla Jovanotti, il cantautore toscano con questo pezzo ha forse sgomberato il campo dai dubbi.
Si è presentato chitarra al collo sul piccolo palco davanti a 450  fan accreditati (di più non entravano assicurano gli organizzatori), tutte cellulare e palloncini a cuore, per cantare la sua nuova fatica: un brano sempliciotto, dal testo pieno di luoghi comuni, che al termine dell'ascolto non lascia nulla. E forse i primi a saperlo sono Gabbani e il suo entourage tanto che si affidano più che a musica e parole, al video. Una clip furbetta che cerca di vivere di luce riflessa facendo cantare, grazie a effetti speciali tipo deepfake, i manifesti con i volti di quelli che secondo loro sarebbero i personaggi clou italiani del 2019 (ma in realtà sono stati scelti solo quelli più virali): così c'è Salvini, Meloni, Di Maio e Renzi (e non Zingaretti), c'è Sfera Ebbasta (e non Jovanotti e Vasco), c'è il Papa, ma anche la capitana Carola e la eroina green Greta (qui lo ha anticipato Piero Pelù) e infine Fabio Fazio e Barbara D'Urso in perfetto stile acchiappa-clic.
Sul finale parla anche dell'anno che verrà (no, Lucio Dalla è tutta un'altra cosa): «Se ne è andato un altro anno. Tra la verità e l'inganno, tra Natale e Capodanno - canta - Io vorrei che nevicasse, come nevica in un film. Che diventa tutto un po' più giusto e bello, tutto a posto e molto meglio».
Le fan (che per antonomasia amano e non discutono) sono contente: migliaia di views in poche ore su Youtube, un tripudio di stories su Instagram, qualcuna pure su Twitter e una valanga di selfie: questi sì che gli vengono bene e lui, che lo sa, non si sottrae.
E pensare che ci ha messo 6 mesi per tirare fuori questo capolavoro (a maggio aveva lanciato un altro singolo passato sotto silenzio). Di questo passo quando arriverà il disco completo? Forse doveva uscire adesso ma poi avrebbe perso Sanremo. E allora? «Nel 2020», assicura lui. Tutto il resto è marketing.
Lunedì 11 Novembre 2019, 05:01
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