Frankie hi-nrg mc: «La mia Estate 2020, libera dopo il lockdown. Divertirsi, ma con la testa»
di Rita Vecchio

Frankie hi-nrg mc: «La mia Estate 2020, libera dopo il lockdown. Divertirsi, ma con la testa»

Estate 2020. Titolo perfetto per il nuovo brano di Frankie hi-nrg mc. Un po’ a mettere la parola fine (al lockdown), un po’ a dare un inizio (con nuove idee ed emozioni). Il rapper, Francesco Di Gesù, di origini siciliane - 51 anni domani 18 luglio (auguri!) - ha trascorso questi mesi di clausura a Cremona rifugiandosi nella musica. Estate 2020 - prodotto da Fresco e Ackeejuice Rockers per l’etichetta Materie Prime Circolari e distribuito da Believe - è il singolo che arriva dopo la pubblicazione della sua biografia “Faccio la mia cosa” uscita nel 2019 e a sei anni da “Esseri umani”, disco post Sanremo. «Mi prendo sempre delle pause lunghe». 

Ed è tornato con un testo a colori. 
«Grazie per averlo definito colorato. In Estate 2020 la cifra cromatica c’è, e non solo nel lyric video. È figlio del lockdown. Un brano simultaneo e non contemporaneo: non è “estivo” nel senso generale, ma è la canzone per questa estate qui. Abbiamo vissuto schiacciati tra quattro pareti, con insofferenze e mille divieti: penso di avere raccontato un’esperienza comune alla ricerca di un rifugio sicuro inseguendo la libertà e la serenità che forse possiamo trovare solo nella nostra mente. Di divertirsi, ma con la testa. Come dice il ritornello. Senza farci lottizzare il pensiero».

Libertà di pensiero che ha sempre avuto. 
«Merito e colpa dei miei genitori».

Nella copertina c’è una pianta che prende il sole. 
«Al posto nostro (ride, ndr). É d’appartamento». 

Insomma, ha trasformato la chiusura in creatività. E il disco?
«Tutti giganti con i piedi nel mare… canto. Sogno. E faccio. E quindi, ci sarà anche quello prossimamente». 

Featuring? 
«Perché no. Magari con qualche artista giovane».

Nomi?
«Difficile farne. Mi reputo un estemporaneo ascoltatore di rap italiano». 

Uno. 
«Tha Supreme, interessante e innovativo». 

Per molti rapper lei è un esempio. 
«Essere capace di lasciare un segno fa molto piacere. Sono sempre stato libero». 

Tornerà a Sanremo?
«Ci sono stato da cantante in gara, autore, consulente esterno dei Tiromancino, ospite di Paola Cortellesi e Rocco Tanica e l’ultima volta (2014) con Pedala e Un uomo è vivo, da indipendente». 

Non mi ha risposto. 
«Non so se alla prossima edizione, ma è sì». 

Festival che si è aperto al rap. 
«È stato necessario». 

Progetti?
«Drive in e live all’aperto. E di “Faccio la mia cosa” un reading teatrale dove mi racconto, canto e parlo di rap. La relazione tra palco e platea ha sempre un effetto magico. E pur nell’emergenza, va tutelata». 

E la relazione tra lei e i social? 
«Divertente. Tik tok sta mostrandoci. La diffusione tra i giovanissimi di questa modalità di aggregarsi e di aggregare è interessante. Quando scelgono la mia canzone mi fa piacere. Se mi metterei io a fare un ballettino? Perché no. Purché sia sull’onda del “fatece ridè”!. Ne abbiamo bisogno».
Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Luglio 2020, 15:00
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