Salvini contro Fedez: «Il concertone ci costa 500mila euro: niente comizi». Il rapper replica: «Io ci vado gratis». Bufera sul palco del Primo Maggio

Fedez al concerto del primo maggio, scontro con Salvini: «Mi hanno chiesto di omettere nomi e partiti, ma non ho accettato»

Fedez al concerto del primo maggio, scontro con Salvini: «Mi hanno chiesto di omettere nomi e partiti, ma non ho accettato».

Fedez finisce nel mirino delle polemiche del concertone del primo maggio. E' bufera social con Matteo Salvini. Il rapper ha denunciato sui suoi social di aver subito una forma di censura da parte dei vertici di Rai 3 che, come lui stesso sottolinea: «Mi hanno chiesto di omettere dei partiti e dei nomi ed edulcorare il contenuto del discorso». Una censura contro la quale ha lottato ottenendo la libertà di esprimersi. E su twitter esplode la bufera con un pesante botta e risposta col leader della Lega Matteo Salvini. «Io vado al concertone a gratis e pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimermi da uovo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici. Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro» ha twittato Fedez replicando a Salvini Da settimane il rapper sostiene il Ddl Zan, con continui battibecchi con la Lega e Salvini.

 

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«Se Fedez userà a fini personali il concerto del 1 maggio per fare politica, calpestando il senso della festa dei lavoratori, la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l'intero costo dell'evento». Questa era stata la premessa dei senatori e deputati della Lega in Vigilanza Rai Massimiliano Capitanio (capogruppo), Giorgio Bergesio, Laura Cavandoli, Dimitri Coin, Umberto Fusco, Elena Maccanti e Simona Pergreffi. «Con 945.000 posti di lavoro persi in un anno e la disoccupazione giovanile al 33%, se davvero il signor Federico Leonardo Lucia deciderà di promuovere la propria figura attaccando Lega e Vaticano, sarà un insulto al 1 maggio. Non si usano i diritti dei lavoratori per promuovere la propria immagine e fare ulteriori profitti», proseguono.

 

 

 

«La Rai non può comprare interventi d'odio a scatola chiusa e non si invochi la censura, perché al rapper non mancano certo spazi per manifestare il suo pensiero, tra l'altro noto anche ai sassi. Viale Mazzini ha ancora qualche ora per rimediare, dopodiché la Lega si muoverà in tutte le sedi competenti. E i sindacati si ricordino che il lavoro appartiene a tutti, non lo si svilisca per regalare qualche like a un cantante milionario».

 

 

 

Fedez però ha deciso di non tacere e sulla sua seguitissima pagina Instagram ha detto di essere stato costretto ad inviare il suo discorso prima del suo intevento perché fosse approvato. Una decisione che lui non ha approvato e specifica: «È la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica, approvazione purtroppo che non c'è stata in prima battuta o meglio, dai vertici di Rai3 mi hanno chiesto di omettere dei partiti e dei nomi e di edulcorare il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino, ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente. Come ci insegna il Primo Maggio, nel nostro piccolo dobbiamo lottare per le cose importanti. Ovviamente da persona libera mi assumo tutte le responsabilità e le conseguenze di ciò che dico e faccio».


Ultimo aggiornamento: Sabato 1 Maggio 2021, 20:58
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