Il ritorno di Federico Salvatore 25 anni dopo: riecco «Azz» con tanti featuring

Federico Salvatore torna con «Azz... 25 anni dopo»

Federico Salvatore celebra i 25 anni di “Azz…” con un progetto artistico geniale e articolato: una raccolta di brani tra inediti, cult aggiornati e canzoni della carriera cantautorale a cui è particolarmente legato, dove ogni canzone diventa un cortometraggio e ogni cortometraggio è legato a quello successivo, dando vita alla miniserie “Azz… 25 anni dopo!”, che inizia oggi con la pubblicazione del video “La fè revolution”. Il 17 settembre, giorno del suo compleanno, su tutte le piattaforme digitali arriva il disco “Azz… 25 anni dopo!”, prodotto da Show Management e Musicaè, disponibile anche in versione cd autografato in tiratura limitata in esclusiva su Amazon. 

«Il progetto nasce un anno fa su sollecitazione del giovane attore, autore, regista e mio grandissimo fan, Gennaro Scarpato, che mi ha spronato ad attualizzare le vite dei personaggi di Federico e Salvatore e così abbiamo aggiornato la mia storica “Azz…” e la abbiamo pubblicata sulle mie pagine social – racconta Federico Salvatore –. Il video ha fatto il botto e così ci siamo divertiti ad attualizzare tanti miei brani storici e a pubblicarli sulle mie pagine social. In un anno abbiamo collezionato oltre 20 milioni di visualizzazioni e abbiamo ricevuto migliaia di richieste da parte dei fans con il desiderio che tutti questi brani diventassero un disco».

E così con “La fè revolution”, una leggerissima salsa che riprende lo sberleffo linguistico del brano “La fè” di 25 anni fa, si aprono le celebrazioni di “Azz…”, disco che, nel 1995, con 700.000 copie vendute, colleziona due platini. La regia è di Gennaro Scarpato, autore del video insieme a Federico Salvatore. Direttore della fotografia Tommaso Del Croce. Coreografie Vincenzo Durevole.

«Per la prima volta nella mia carriera, il progetto discografico va oltre le canzoni e si accompagna a una produzione di video seriali - racconta il cantante -. Ho sempre cercato di stare al passo con i tempi, a volte anche anticipandoli. Nel ’95 ho sdoganato il dialetto napoletano e la parolaccia in televisione, nel ’96 sono stato il primo a parlare di omosessualità al Festival di Sanremo. Oggi voglio osare ancora con una miniserie musicale che, in commedia, strizza l’occhio alle serie di Netflix e ai musical americani. Nel primo video “La fè revolution” scomodo addirittura il Vaticano per chiedere una mano promozionale per l’uscita del disco a un cardinale, interpretato da un sublime Peppe Lanzetta. Faccio ballare il papa e il clero a ritmo di salsa».

Il disco si divide in due parti. Nella prima parte ci sono alcuni brani cult di Federico Salvatore aggiornati, insieme a inediti scritti con Gennaro Scarpato: “Azz… 25 anni dopo!” con Clementino che interpreta il ruolo di Salvatore; “La fè revolution”; “Ninna nanna 4”, in cui c’è l’omaggio all’opera buffa del ’700; l’inedito “Azz… Natale”; “Azz… Vacanze (Parte 2)”, dove Federico e Salvatore raccontano nuovamente le rispettive vacanze; “Nun fa’ ncazzà a màmmeta” , dove Federico Salvatore e il figlio Fabrizio, a suon di rock, cantano il rapporto padre-figlio goliardicamente. Spazio alla parodia con “Se io fossi Azz… Navour”, in cui Federico Salvatore si prende gioco degli chansonnier francesi, che adora; e con l’inedito “iPhone Blues”, una divertente critica alle mogli smartphone-dipendenti. Questa prima parte si chiude con “Blu7 a Swishland”. «Ci siamo divertiti a mettere sulla melodia di Tha Supreme un testo in napoletano e il risultato è esilarante. È stato divertente confrontarsi con le nuove sonorità, con quello che è oggi la maggior parte della musica».

La seconda parte contiene, invece, alcuni brani della carriera cantautorale di Federico Salvatore, a cui è molto legato. Ci sono “Primo spettatore”, un brano dedicato a suo padre, che canta insieme ad Andrea Sannino; “Sì t’annascunne” (brano di Federico Salvatore già inciso da Maria Nazionale), che Federico Salvatore canta per la prima volta e sceglie di accompagnarsi a due voci della scena folk napoletana Roberto Colella (La Maschera) e Tommaso Primo; “Vennimm’ ammore”, che è stato il preludio di “Sulla Porta” (Festival di Sanremo nel ’96) e che canta con Chiara Di Girolamo, giovane promessa del teatro napoletano. Il disco si chiude con “O que serà”, che non è una traduzione del brano di Chico Buarque, ma un inedito testo in napoletano.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Agosto 2021, 15:47
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