Enrique Iglesias live a Milano, unica tappa in Italia: «Sogno un duetto con Zucchero»
di Alessandra De Tommasi

Enrique Iglesias live a Milano, unica tappa in Italia: «Sogno un duetto con Zucchero»

Per festeggiare i 20 anni di carriera Enrique Iglesias torna a far ballare l’Italia in una sola, attesissima data, il 2 novembre al Mediolanum Forum di Assago. Il tour All the hits live anticipa il nuovo album della star latina da 100 milioni di dischi venduti.
Cos’ha in programma per la tappa tricolore?
«Sto scrivendo varie canzoni in questo periodo e una inedita spero sia pronta per essere presentata in anteprima a Milano. Sarà un lavoro molto personale».
La dedicherà ai suoi figli?
«Per loro ne ho scritte tante ma per ora le ho tenute per me: non penso siano buone abbastanza per l’album».
Lucy e Nicholas sono già fan della sua musica?
«Se piangono, basta far ascoltare loro Bailando e iniziano a scatenarsi. Non farei ascoltare loro le mie canzoni perché m’imbarazzo, ma la madre (la campionessa di tennis Anna Kurnikova, ndr) lo fa di continuo».
Se li immagina già sul palco con lei?
«Non voglio essere un papà-manager e spero scelgano una carriera qualsiasi, ma non quella musicale: questo ambiente è spietato. Voglio solo che siano felici».
Un italiano con cui duetterebbe?
«Solo quando una canzone è pronta, penso all’artista con cui cantarla, altrimenti diventa una forzatura. La mia lista dei desideri include molti italiani, da Jovanotti a Eros, e ovviamente Zucchero, con cui sono cresciuto».
Un ricordo di Milano?
«Ci ho vissuto per due mesi quando ho registrato il mio primo album a 18 anni e porto nel cuore quel senso di libertà che ti dà l’anonimato, anche se non lo rimpiango. Se ci passo senza mangiare un piatto di pasta mi sento in colpa».
Non è nostalgico?
«No, perché mi concentro sul presente. Fra due anni potrei essere morto, che senso ha piangere sul latte versato o fare progetti a lunga scadenza?».
Cosa ascolta quando non lavora?
«La radio: non amo Spotify e preferisco lasciarmi trasportare e scoprire sonorità inaspettate da tutto il mondo».
Ha un “pezzo” di casa che si porta in giro durante il tour?
«Le foto sull’iPad: le guardo in continuazione perché la mancanza della famiglia diventa lancinante».
La sua eredità?
«Vorrei essere ricordato come un uomo di cuore, capace di esserci per chiunque chieda aiuto, anche uno sconosciuto».
Con suo padre Julio come va?
«Abita vicino casa mia, a Miami. È un brano vicino di casa».
Ha mai avuto un piano B?
«A 15 con mio fratello ho vissuto tre mesi in campeggio alle Hawaii convinto a diventare surfista professionista, ma non ero bravo abbastanza. Oggi l’unico sport di cui mi occupo è il football, ma con una birra e sul divano».
 
Giovedì 24 Ottobre 2019, 07:45
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