Ennio Morricone, il compositore Anzovino: «Ci ha insegnato a nutrire il talento con tanto studio»
di Rita Vecchio

Ennio Morricone, il compositore Anzovino: «Ci ha insegnato a nutrire il talento con tanto studio»

«Uno dei più grandi italiani del Novecento. Ha insegnato a nutrire il talento con tanto studio». Parole di Remo Anzovino, compositore e musicista con cui condivideva la passione per il cinema. 
Ennio Morricone non c’è più.
«Ma lo ascolteremo per almeno altri cinquecento anni. Abbiamo perso il più grande musicista dopo Puccini. Il rivoluzionario della grammatica musica e immagini di film. Il faro di rigore e preparazione per chi fa musica vera senza suoni pseudo orchestrali. Oltre che eccellente arrangiatore. In un mondo di dilettanti, era l’esempio di chi sapeva di contrappunto. Ha alzato l’asticella dell’orchestrazione».
La lezione di vita?
«La sua affermazione: un musicista deve sapere portare in note qualsiasi storia. Il binomio con Sergio Leone, le scelte timbriche (ricordo fagotto, marranzano e piano scordato per tradurre la camminata di Volontè in Indagine su un cittadino) o l’avere elevato la canzonetta con arrangiamenti sofisticatissimi (Watussi, Abbronzatissima)».
Se potesse parlargli? 
«Gli direi grazie per avere esortato i musicisti a non smettere di studiare». 
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 8 Luglio 2020, 08:16
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