Domenico Modugno, la vedova Franca Gandolfi: «Ho vissuto la sua malattia con tenerezza e gli ho perdonato tutti i tradimenti»

L'artista è venuto a mancare 30 anni fa

Domenico Modugno, la vedova Franca Gandolfi: «Ho vissuto la sua malattia con tenerezza e gli ho perdonato tutti i tradimenti»

di Redazione Web

Franca Gandolfi ricorda Domenico Modugno a 30 anni dalla sua scomparsa. Il cantante di "Nel Blu dipinto di blu" ha fatto sognare tutto il mondo mentre, aprendo le braccia, intonava l'indimenticabile "Volare Oh Oh", ancora oggi impresso nell'immaginario di tutti. La vedova Gandolfi, di 91 anni, ha voluto ricordare l'artista, ma anche l'uomo dietro il microfono con una lunga intervista al Corriere della Sera. 

Il primo incontro con Domenico Modugno

Franca Gandolfi ha raccontato nell'intervista al Corriere il primo incontro con Domenico Modugno: «Amore a prima vista? Per niente... per un anno lo tenni alla larga. Aveva tante fidanzate al Centro. Per gli uomini era un mascalzone; per le donne un simpatico spaccone. Fu alla festa di fine anno in un ristorante ai castelli, a Monte Cavo, che cambiai atteggiamento. Lui stava con Giulia Lazzarini, erano i due più bravi del corso, stavano ballando insieme quando l’orchestra attaccò la marcia nuziale. Lui schizzò via dalla pista, lei si andò a sedere sulle gambe di Vittorio Congia e ne nacque una lite. Sulla via del ritorno era da solo e mi chiese di tornare insieme col bus» e da allora il resto è storia.

Una vita insieme, nonostante i tradimenti, ma lei ha perdonato tutto, soprattutto dopo quello sfortunato 1984, quando Modugno fu colpito da un ictus e la semi paralisi lo costrinse a lasciare le scene. 

L'ultimo ricordo

Franca ha raccontato come ha vissuto la malattia del marito: «Ho vissuto la sua malattia con grande tenerezza e gli ho perdonato tutti i tradimenti.

Aveva perso tutto: non poteva più essere né il dongiovanni, né l’artista. Siamo tornati a vivere attaccati, per dieci anni, come prima del successo».

Poi, l'ultimo ricordo che ha di Domenico Modugno: «L'ultimo ricordo? Al mare. Lo cercava anche tra una serata e l’altra in tour. Da giovani facevamo il bagno a Polignano, fra le bucce di cocomero gettate dall’alto, poi prendemmo casa ad Ansedonia, quindi a Lampedusa. Era sempre con la sua sedia sulla spiaggia dei Conigli e ogni sera prendeva il gelato alla nocciola. Mi ricorderò per sempre l’ultimo giorno. Nonostante ormai si trascinasse la gamba, continuava a fare le sue grandi nuotate, due ore in acqua, mandavo una barca a tenerlo d’occhio. Quel giorno rimase fuori ancora di più. Al ritorno lesse sul mio viso il rimprovero e rispose con uno sguardo di sfida. La sera se ne è andato». 


Ultimo aggiornamento: Sabato 25 Maggio 2024, 14:10
© RIPRODUZIONE RISERVATA