Daniele Silvestri, parte il tour per i 25 anni di carriera. L'artista si racconta a Leggo: «La musica?La mia zattera»
di Lorena Loiacono

Daniele Silvestri, parte il tour per i 25 anni di carriera. L'artista si racconta a Leggo: «La musica? La mia zattera»

Testardo, ironico e profondo, Daniele Silvestri lo è sempre stato. Non ci si stupisca allora se oggi, i suoi 25 anni di carriera, ha deciso di festeggiarli nei palasport: lui che ha sempre preferito gli spazi raccolti, più intimi come i teatri. Il tour La Terra dal vivo sotto i piedi, prodotto e organizzato da Francesco Barbaro per OTR, sarà uno spettacolo innovativo, dove sparisce il palco tradizionale e ci si esibisce su un cumulo di terra. Il tour parte dalla sua Roma, con le due date di oggi e domani al Palazzo dello Sport, e andrà avanti attraversando tutta Italia (anche a Napoli il 16/11 e Milano il 22/11). Su quel cumulo di terra prenderà vita una carrellata dei grandi successi di Daniele Silvestri, dai più elettronici agli acustici: “quel cumulo sta diventando sempre più grande, è gigantesco. Vogliamo occupare lo spazio al centro e intorno ci sono le piattaforme su cui, come zattere, suoneranno i musicisti”.

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Un gruppo decisamente numeroso.
«Siamo 11 in tutto: 9 musicisti, io che canto e Rancore come ospite fisso in tutte le serate. E temo che dovremo mettere in conto anche la presenza di altri ospiti, direi piuttosto di amici che mi verranno a trovare».

A Roma ne ha parecchi
«Sì infatti, per questo mi preoccupo. Ho saputo che il signor Max Gazzè (ride ndr) si è già autoinvitato».
 
 

La prima volta che è entrato al Palazzetto dello sport?
«Erano gli anni ’80, andai a vedere il concerto dei Level 42: avevano un bassista molto interessante».

Si è divertito?
«Sì ma appena uscito dal Palazzetto pensai che non era il posto giusto per ascoltare musica»

E allora?
«Ne sono consapevole, stiamo prendendo tutti gli accorgimenti possibili per l’acustica ma è uno spazio unico, per realizzare quello che abbiamo in mente» 

Un concerto qui equivale a sentirsi a casa?
«Quando giochi in casa è splendido perché ti senti sicuro, come quando ti ritrovi tra gli amici di sempre, ma per lo stesso motivo ti senti addosso una grande responsabilità. Comunque non vedo l’ora». 

La canzone che ama suonare a Roma?
«Testardo, sicuramente»

A proposito di Roma, come la vede? 
«Contraddittoria e sonnecchiante. Piena di meraviglia ma ancora indietro di secoli, per certi versi è ferma, immobile«. 

E l’AS Roma?
«Mica la vedo tanto bene, non è esaltante. Io sono sempre ottimista con la Roma ma tutti questi infortuni non mi fanno dormire tanto tranquillo».
Venerdì 25 Ottobre 2019, 06:25
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