Colapesce e Dimartino: «L'impegno e il sesso nelle canzoni, da Mina a Pequeno quanto è cambiato»

Colapesce e Dimartino: «L'impegno e il sesso nelle canzoni, da Mina a Pequeno quanto è cambiato»

di Ferruccio Gattuso

Fatti per trovarsi. Come due pezzi di puzzle che, anche a vederli distanti, capisci subito che il loro incastro sarà al bacio. Colapesce e Dimartino a un certo punto delle loro carriere da autori e musicisti hanno deciso quella comunione di talenti tale da generare una formula magica. A dimostrarlo, un'edizione del Festival di Sanremo la 71esima in cui la loro Musica Leggerissima ha ipnotizzato pubblico e critica. Hic et nunc, la coppia siciliana si gode un nuovo status mainstream. Eccoli, all'imminente Milano Music Week (21-27 novembre), come curatori speciali.

L'intervista

Vi aspettavate questa chiamata?
Dimartino: «Un altro tassello per sentirci sempre più legati a questa città: Lorenzo da diversi anni vive qui, io solo da un paio. Milano è fondamentale, per motivi discografici ma anche di tour, perché è sempre una tappa in cui ogni artista celebra la riuscita di un disco».

Cosa vi chiede la Milano Music Week?

Colapesce: «Di organizzare alcuni panel, incontri a tema. Come autori di canzoni ne abbiamo pensati due. Uno su Musica e Impegno: si discute su come sia cambiata la musica di protesta nei decenni. Il secondo è su Musica e Sesso: i cambiamenti nel vocabolario delle canzoni da Mina a Gué Pequeno».

D: «E ci esibiremo: il 27 novembre alle ore 18.30 alla Torre Unicredit in piazza Gae Aulenti».
Il vostro modo di scrivere è cambiato negli anni?
C: «Nell'approccio, no. A evolversi è il linguaggio, perché la società cambia. E il dovere di un autore è giocare con le parole, dar loro importanza e portarle quasi al limite del disagio dell'ascoltatore. Il disagio ti tiene incollato alla canzone».

Una vostra cifra molto apprezzata è l'ironia.
D: «A noi serve per superare la timidezza. Non ci sentiamo dei frontmen».
C: «L'ironia è utile anche per disinnescare la disperazione che ci attanaglia. Noi siciliani, però, la riserviamo per i momenti giusti. Nessuno direbbe, per fare un esempio, che Battiato era un abile raccontatore di barzellette. Eppure era così».

Sanremo: chance di un ritorno?
D: «Chissà magari ne condurremo uno. Ce ne hanno proposto uno un po' in là, per il 2045». Quando si dice l'ironia.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 7 Novembre 2022, 11:34
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