E negli Usa è boom dei vinili: «Sono tutta un'altra musica»
di James Perugia

E negli Usa è boom dei vinili: «Sono tutta un'altra musica»

Un dato di fatto diventato chiaro negli ultimi anni: i vinili sono tornati a dire la loro nel mondo della musica. A confermarlo è il mercato statunitense, che nel 2018 hanno fatto registrare aumenti delle vendite a due cifre per i dischi in vinile, ma anche per le audiocassette. Lo riporta l'indagine della società specializzata BuzzAngle, che registra anche un declino inarrestabile per i cd, mentre tre quarti degli incassi delle aziende discografiche vengono ormai solo dallo streaming.

Le vendite di dischi in vinile sono cresciute lo scorso anno del 12%, per sfiorare i dieci milioni di pezzi, mentre le audiocassette sono salite del 19% per un totale di quasi 120 mila copie. Le cause che spiegano l'amore degli audiofili per i vinili sono molteplici: «Il disco è prima di tutto un oggetto che si possiede e si tiene tra le mani, come si tiene tra le mani un bel libro rilegato - spiega Claudio Donato di Goody Music, ideatore della trasmissione I miei vinili - ma i fattori che contribuiscono al suo fascino sono molteplici: il suono è più caldo, c'è più dinamica... Insomma con il vinile ti senti più vicino all'artista». Tanto che per Donato il trend non è destinato a fermarsi, anzi: «Prevedo che nei prossimi anni le vendite dei vinili continueranno ad aumentare».

Tra i dischi che hanno fatto l'exploit negli Usa oltre il 66% sono di titoli di almeno tre anni fa. Gli artisti più acquistati sono Michael Jackson, Beatles e Fleetwood Mac. «Nonostante la popolarità crescente dei formati più vecchi - sottolineano gli esperti - in totale le vendite di album fisici è in declino a causa dei cd. Nonostante siano ancora la musica non digitale più venduta con oltre 60 milioni di pezzi, il calo nel 2018 è del 18,5%».
Ultimo aggiornamento: 09:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA