Riina, la figlia a 'Le Iene': "Lui non era la mafia, durante la latitanza girava libero in strada"

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«Posso condannare e prendere le distanze dalla mafia, ma non da mio padre. Lui non era la mafia». Inizia così una lunga intervista, piena di scottanti rivelazioni, di Maria Concetta Riina, la figlia del boss Salvatore, detto Totò, morto quasi un mese fa. La donna, che si era trasferita in Puglia col marito Antonino Ciavarello e con i figli, fece molto discutere quando aveva deciso di lanciare alcune cialde di caffè ispirate proprio al defunto padre. Il progetto del caffè 'Zù Totò' era partito con un crowdfunding sul web, ma ovviamente aveva fatto molto discutere.

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Giulio Golia, inviato per 'Le Iene', è riuscito a intervistare i due coniugi. Ciavarello, attualmente ai domiciliari, sostiene di essere vittima di un complotto e di una persecuzione giudiziaria per il solo motivo di essere il genero di Riina. «Eppure la mia azienda è pulitissima, l'ho fondata partendo da zero, senza alcun soldo proveniente dalla mafia», assicura l'uomo. Dopo aver conquistato la fiducia di Ciavarello e di sua moglie, è giunto il momento delle dichiarazioni della figlia di Totò Riina.

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«Mio padre con me era una persona buona, io non potrò mai parlare male di lui e mi rifiuto di pensare che lui sia la mafia, era solo un parafulmine e noi non possiamo pagare le colpe di tutti, solo per essere i suoi figli. Aveva saputo di Capaci dal telegiornale, era in casa con noi quando successe, ma non esultò né brindò, rimase impassibile, come se niente fosse» - ha spiegato Maria Concetta Riina - «Della latitanza (durata 24 anni, ndr) ricordo soprattutto che spesso dovevamo spostarci, ma ricordo che i carabinieri non ci fermavano mai e mio padre girava spesso tranquillamente per le strade di Palermo, senza neanche camuffarsi: andava anche a fare la spesa».

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La figlia di Totò Riina rifiuta di accettare che suo padre fosse il mandante di una serie di omicidi e stragi tra i più efferati della storia d'Italia. E poi aggiunge: «Non credo possa aver fatto tutto da solo, lui non era il capo dei capi, era mio padre, non prenderò mai le distanze da lui».
Lunedì 11 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 07-06-2018 16:17
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