Fabio, prigioniero da 4 mesi in Germania. Il caso del diciottenne raccontato dalle Iene

Fabio, prigioniero da 4 mesi in Germania. Il caso del diciottenne raccontato dalle Iene

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Ha solo 18 anni e, alla prima esperienza all'estero, si è ritrovato detenuto in carcere, in attesa di processo, senza prove evidenti delle accuse che gli vengono mosse: un servizio di Nadia Toffa per 'Le Iene' ha raccontato il dramma di Fabio Vettorel, un ragazzo italiano che lo scorso 7 luglio fu arrestato dalla polizia durante gli scontri avvenuti a margine del G20.

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Fabio è un attivista: crede nell'impegno e nella necessità di manifestare per un mondo migliore. Per questo motivo aveva deciso, col permesso della mamma, di andare ad Amburgo per chiedere misure più drastiche sul clima agli Stati rappresentanti le economie più forti al mondo. In quell'occasione ci furono violenti scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, in diversi punti della città. Fabio, insieme a centinaia di persone, aveva formato un corteo che fu represso duramente dalla polizia, con cariche e idranti. Durante quelle fasi concitate, Fabio si era ritrovato davanti una ragazza ferita: alcuni video mostrano il ragazzo mantenere un atteggiamento collaborativo con le forze dell'ordine, a cui chiede anche di far giungere soccorsi per la manifestante. Qui, però, scatta l'arresto, insieme ad un'altra ventina di italiani. Tutti, nei giorni successivi, furono rilasciati: Fabio, invece, fu trasferito in carcere e da allora è detenuto.



Solo grazie ad alcuni avvocati tedeschi la mamma di Fabio è riuscita a scoprire che l'accusa che viene mossa al figlio è quella di far parte di un'organizzazione clandestina ed eversiva di antagonisti: la Procura, con queste accuse, lo sta tenendo prigioniero da quattro mesi. A nulla sono valsi i ricorsi della mamma di Fabio, che chiede la scarcerazione in attesa del processo. I legali erano riusciti a ottenerla in cambio di alcune condizioni: Fabio avrebbe dovuto rimanere ad Amburgo in attesa del processo, con obbligo di firma tre volte a settimana e solo dopo aver pagato una cauzione di 10mila euro. Il tribunale aveva dato l'ok e Fabio aveva già preparato tutte le sue cose dopo che gli era stata data la notizia, ma proprio mentre la mamma stava andando in carcere a prenderlo è arrivata la terribile doccia fredda: la Procura aveva fatto ricorso contro la misura del giudice, bloccando tutto. Il dramma di Fabio e di sua mamma, una privazione della libertà senza apparenti giusti motivi, continua.

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Lunedì 27 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 10:45
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