Notti Europee, l'autogol di Rai Sport (senza Rai Uno): ascolti flop, e autori esterni non adatti alla tv generalista
di Marco Castoro

Notti Europee, l'autogol di Rai Sport (senza Rai Uno): ascolti flop, e autori esterni non adatti alla tv generalista

Gli Europei di calcio, così come i Mondiali, sono una festa che coinvolge non solo gli appassionati di calcio. Tutti rispolverano la bandiera e la vecchia sciarpa tricolore. Tutti nelle piazze o sul divano cantano l’Inno di Mameli a squarciagola. Quest’anno ancora di più perché è la festa della liberazione dalle catene della pandemia. La Rai ha fatto bene ad acquistare i diritti delle partite, facendo uno sforzo economico non indifferente. Le dirette vanno forte perché oltre agli azzurri che all’esordio hanno superato il 50% di share con una media di 12,7 milioni di telespettatori, c’è da annotare le percentuali - degne di una fiction di successo - che ottengono anche le altre partite, il 24% dell’Olanda, il 22% del Belgio non sono cosa da poco.

 

Tutta la prima serata va a gonfie vele. Le telecronache funzionano, bordo campo e interviste pure, pre e post partita fanno ascolti. La vecchia guardia di RaiSport (da Paola Ferrari a Enrico Varriale, ai consolidati Alberto Rimedio e Alessandro Antinelli e che dire degli opinionisti apprezzati come Tardelli, Di Gennaro, Marchisio, Toni). Applausi. Il pubblico di Rai1 è soddisfatto.

 

Poi però la linea passa a Notti Europee, condotto da Marco Lollobrigida e Danielle Madam, con la presenza in studio di Altobelli e Marocchino mentre Sky schiera Capello, Costacurta, Ambrosini, Bergomi, Di Canio, Del Piero.

 

Ma l’aggravante sono i due conduttori che non sono da rete generalista. Sarebbero perfetti se andassero in onda su RaiSport, non su Rai1 perché lì proprio non stanno di casa, non fanno breccia sul telespettatore, che non è solo l’appassionato di calcio, ma è un pubblico generalista. Il pubblico di Rai1. A cui non basta vedere il compitino dei due conduttori ma vuole vedere la passione, il cuore, il sogno, lo spettacolo. Insomma vuole vedere tutti i colori dell’arcobaleno.

 

A Notti Europee invece manca l’appeal di un programma generalista. Non diciamo che dobbiamo tornare alle Notti Magiche di Alba Parietti e Valeria Marini, tuttavia basterebbe perfino il Flavio Insinna della precedente edizione. Non basta essere un bravo conduttore di RaiSport o una campionessa del getto del peso che ne disse quattro sul caso Suarez “l’italiano” per conquistare e meritarsi Rai1 (la rete ammiraglia che quest’anno si è sfilata dalla co-produzione, al contrario di quanto fece in passato. Forse aveva fiutato il flop?). E finora gli ascolti pesano come una sentenza: si è sotto la soglia del 10%.

 

Ma perché non si è provato a contattare ct del calibro di Lippi o Sacchi? Oppure perché non si è chiesto a RaiCinema o RaiFiction di avere qualche attore nazional-popolare degno del palcoscenico di Rai1? O qualche cantante di successo? Ospiti da rete ammiraglia, tanto per capirci. Inoltre il direttore di RaiSport, Auro Bulbarelli, che ha firmato il programma si è affidato a consulenti e collaboratori esterni, urtando la suscettibilità delle decine e decine di giornalisti, la maggior parte di loro con una collaudata esperienza video che non è servita a evitare di essere messi da parte per l’occasione.


Ultimo aggiornamento: Martedì 15 Giugno 2021, 08:15
© RIPRODUZIONE RISERVATA