Pierpaolo Spollon di Doc al Giffoni Film Festival: "Il sogno? Lavorare con il Maestro Matteo Garrone"
di Alessandra De Tommasi

Pierpaolo Spollon di Doc al Giffoni Film Festival: "Il sogno? Lavorare con il Maestro Matteo Garrone"

Mi chiamano “spoilerone”, quindi non chiedetemi anticipazioni su Doc 2 perché ho la bocca cucita”: esordisce così, con grande autoironia, al Giffoni Film Festival Pierpaolo Spollon, uno degli attori-rivelazione di questa stagione e ospite di chiusura di quest’edizione #50Plus dell’evento campano. Padovano di origine, questo 32enne riflessivo e gentile, ha conquistato il grande pubblico con personaggi amatissimi, come ne L’allieva e La porta rossa, accanto a Lino Guanciale. Il successo, però, non è arrivato all’improvviso: dopo il Centro Sperimentale di Cinematografia, ha debuttato in Terraferma di Emanuele Crialese. In tv ha spaziato da Una grande famiglia a Il giovane Montalbano passando al cinema per Che vuoi che sia per Edoardo Leo e Non scomparire di Pietro Reggiani fino alla serie Leonardo in cui veste i panni di Michelangelo.

 

Come stanno andando le riprese di Doc 2, in questi giorni?

«Stiamo girando scene intense e proprio stanotte alla fine di un ciak molto pesante emotivamente ero provato e nel trip dei pensieri su cosa migliorare nella ripresa successiva, ma la scena era così commovente che alzando gli occhi ho visto in lacrime sia l’operatore che l’aiuto regista. In quel momento ho dimenticato l’autocritica e ho ricordato il motivo per cui faccio questo lavoro, un senso di comunione in un’esperienza comune che si fa rituale. Lì sì che ho vissuto un picco di felicità».

 

Com’è iniziata quest’avventura nella recitazione?
Io sono figlio unico e quando ero piccolo spendevo molto tempo in casa da solo perché i miei genitori lavoravano fuori, quindi mi dedicavo a disegni e costruzioni perché ero timido. Non certo uno di quei bambini da esibizioni, anzi se qualcuno mi diceva “Fai vedere questo alla zia”, in stile jukebox io mi chiudevo a riccio. Ad un certo punto ho iniziato a consumare gli occhi per guardare i film e ho provato il desiderio della forza creativa.

 

Una pellicola in particolare?

A nove anni mamma mi ha permesso di vedere con lei L’ultimo dei Mohicani e lì per la prima volta ho attivato le mie cellule specchio e ho pensato che volevo farlo anch’io, anche se non sapevo ne avrei avuto mai la forza.

 

Non era un bambino esibizionista, insomma?
Per niente, infatti mi dicono che sono un Acquario in tutto e per tutto, uno che entra nelle cose lentamente ma poi si lascia andare senza freno.

 

Dubbi?
Molti, infatti ho iniziato gli studi internazionali per fare il lobbista, di quelli buoni però, che un po’ ha in comune con l’attore perché devi modificare la realtà e far risaltare un certo punto di vista.

E poi?
Le mie agenti mi hanno convinto di fare l’ultimo provino per il film di Crialese, non pensavo mi avrebbe preso ma un forte senso della sfida e l’ho fatto.

 

Da allora ha avuto ripensamenti?
Ciclicamente tutti gli attori si chiedono se stiano facendo la cosa giusta, proprio perché il lavoro consiste nel mettersi in gioco ed esplorare se stessi, quindi passando tra varie crisi d’identità. Chi pensa che fare questo mestiere consista nel jet set e nelle pose in spiaggia diffuse sui social si sbaglia. Per me è come la psicanalisi.

 

Ancora oggi?
Certo, continuo a chiedermi se sono in grado. Ho la poker face, per superare la timidezza sono dovuto diventare più estroverso degli estroversi.

 

Anche nel rapporto con i fan?
Se incontro un artista che stimo è diverso, ma con il pubblico ho imparato a gestire bene il rapporto, perché quel contatto umano mi rende felice. I fan sono la benzina per il mio motore, una sorta di certificazione che quello che faccio è apprezzato.

 

Il suo mito?
John Cassavetes, che sa rubare le cose dalla vita e punta sul neorealismo. Ecco perché il mio sogno sarebbe lavorare con Matteo Garrone: sono un ammiratore della sua poetica del pedinamento, con la telecamera a spalla, come in Gomorra. Sapere che lascia la storia in mano agli attori è una gioia.


Ultimo aggiornamento: Sabato 31 Luglio 2021, 20:56
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