Jungle Cruise, tre motivi per vedere il film
di Alessandra De Tommasi

Giffoni. Jungle Cruise, tre motivi per vederlo

Immaginate la scena: Mary Poppins a braccetto con The Rock, stretti stretti in Amazzonia. Sulla carta sembra ridicolo, ma a guardarli bene forse è possibile che gli opposti si attraggono. O per lo meno ci provano in Jungle Cruise, in sala dal 28 luglio e su Disney+ dal 30 (con accesso VIP) dopo l’anteprima nazionale al Giffoni Film Festival (#Giffoni50Plus, dal 21 al 31 luglio). Se questo blockbuster dell’estate fosse una canzone diventerebbe uno di quei tormentoni che ti ronzano sempre nelle orecchie: leggeri, divertenti e soprattutto che non si prendano troppo sul serio.

D’altronde la storia nasce dall’attrazione di Disneyland, mica da un documentario sulla giungla… e va benissimo così. Il racconto fa rima con vacanze, relax e avventura e coincide con una serie di appuntamenti che il regno di Topolino ha organizzato in questi mesi estivi, inclusa l’apertura a A Disneyland Paris del primo hotel Marvel al mondo (Disney’s Hotel New York – The Art of Marvel).

Ecco allora tre buone ragioni per non perderlo e “un’avvertenza per l’uso”, secondo il parere semiserio ma insindacabile di Leggo.


TRE BUONE RAGIONI PER VEDERLO SUBITO:

 

UNO: Chi non vorrebbe farci un giro?:

Per una volta si può “salire” su un’attrazione del parco divertimenti con il biglietto sì, ma senza fare la fila. Anche solo l’idea di vedere una montagna umana come Dwayne Johnson indossare bretelline e cappello da capitano (dove ha trovato una divisa della sua taglia?) di per sé è divertente, figurarsi ritrovarselo come capitano Frank de La Quila, un’imbarcazione sulle rive della foresta amazzonica che sembra tenuta insieme con lo scotch di Art Attack.


DUE: Il diavolo veste Zara:
Hanno girato ad Atlanta ma sembra il Brasile, quando si dice il potere dell’immaginazione! E pensare che Emily Blunt, qui nei pantaloni ribelli della scienziata Lily, ha mollato il tacco dodici de Il diavolo veste Prada per inzaccherarsi di brutto tra liane e serpenti. Tutto per recuperare l’Albero della Vita, una specie di Sacro Graal ma per la scienza, insomma una robetta facile facile.


TRE: Aspettando Indiana Jones...:

I nostalgici aspettano che Harrison Ford si riprenda dal braccio rotto sul set di Indiana Jones 5 come un alcolista aspetta il superalcolico prima di cena, ma nel frattempo possono sempre gustarsi questo frullato d’avventura che mescola La Mummia, I pirati dei Caraibi e Dora l’esploratrice. Insomma due ore e mezza della versione amazzonica di “stai senza pensieri”.

 

UN’AVVERTENZA PER L’USO PRIMA DELLA VISIONE:

L’unica controindicazione è per chi già salta davanti ad un ragnetto sul muro o se ne va nei glamping con mani-pedicure. In quel caso meglio evitare perché in Jungle Cruise ci si rotola nel fango, si finisce nelle cascate, s’incontrano bestie feroci (l’attenzione però inganna) e striscianti di ogni tipo.


Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Luglio 2021, 18:31
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