Turchia, riaffora Necropoli romana: 400 tombe di famiglie scavate nella roccia
di Laura Larcan

Turchia, riaffora Necropoli romana: 400 tombe di famiglie scavate nella roccia

La Turchia svela la sua necropoli rupestre. Una sorpresa per gli archeologi dell’Università di Uşak che nell’antica città di Blaundos hanno riportato alla luce ben 400 tombe a camera scavate nella roccia, con pareti e volte rivestite di pitture risalenti a 1800 anni fa. Tutte tombe di famiglia. Lo spettacolo che ha emozionato l’équipe di ricercatori, guidata da Birol Can, è quello di autentici murales con scene di viti e vendemmia, coreografie di fiori di vari colori intrecciati in ghirlande, ma anche pannelli decorativi a motivi geometrici. Non solo, insieme alle figure tratte dalla natura (con un carico di significati simbolici della tradizione funeraria romana) si riconoscono anche scene mitologiche con i personaggi di Hermes (Mercurio), Eros (Cupido), Medusa insieme ad animali, come uccelli e cani. Siamo al cospetto di una delle più grandi necropoli di tombe a camera scavate nella roccia al mondo. La notizia è stata riportata da LiveScience.

Il sito indagato si trova a circa 110 miglia (180 chilometri) a est del Mar Egeo, nel distretto turco di Ulubey presso Uşak. Lo scenario offre una forte suggestione. L’originaria città di Blaundos, infatti, si estendeva su una collina circondata da un canyon (in realtà un ramo del sistema di canyon di Uşak, famoso per essere uno dei più lunghi al mondo, come spiega l’archeologo Birol Can). E la necropoli appare ora incastonata sulle pendici della collina. La storia di Blaundos è lunga. Come sottolinea l’archeologo, la città è stata fondata durante il periodo di Alessandro Magno ed è esistita durante i periodi romano e bizantino. La scoperta sta calamitando l’attenzione dei media scientifici internazionali, come Live Science.

I CORREDI

Le tombe conservano in parte i corredi funerari, come i sarcofagi: «Molti dei quali contengono più individui deceduti, un indizio che le famiglie hanno usato queste tombe per le sepolture per molte generazioni», ha detto Birol Can a LiveScience. Possibili tombe di famiglia, dunque, aperte con una cerimonia funeraria di volta in volta che un membro della famiglia moriva. Sono molti gli indizi chiave che attestano l’epoca romana degli individui deceduti e sepolti. Frammenti di ceramica e monete rinvenuti nelle tombe indicano una datazione al II-IV secolo d.C. In una sepoltura sono state trovate ossa umane risalenti al II-III secolo d.C. La campagna di scavo nel sito di Blaundos era iniziata nel 2018. Ma è nel 2021 che il team dell’università di Uşak si è concentrato sulla necropoli.

LE FAMIGLIE SEPOLTE

Qui, in realtà, la mano dei tombaroli era arrivata già secoli fa, razziando le sepolture e facendo sparire probabilmente i gioielli preziosi e altri manufatti dei corredi. Ma alcune tombe conservano ancora manufatti legati ai defunti: specchi, diademi, anelli, braccialetti, forcine per capelli, strumenti medici, cinture, coppe e lucerne. «Tutti elementi che fanno luce sulle persone sepolte nelle tombe, come il loro sesso, occupazione, abitudini e data di sepoltura». I riferimenti al mondo romano sono chiari nelle decorazioni pittoriche. «La tecnica delle pitture murali che coprono le pareti, le volte e i soffitti delle tombe e lo stile delle scene vegetali e figurative raffigurate su di esse mostrano caratteristiche romane», sottolinea Can in un’intervista.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Ottobre 2021, 10:59
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