Gal Gadot: «Con la mia Wonder Woman abbiamo fatto un salto nei meravigliosi anni Ottanta»
di Alessandra De Tommasi

Gal Gadot: «Con la mia Wonder Woman abbiamo fatto un salto nei meravigliosi anni Ottanta»

Niente sala per Wonder Woman 1984: il sequel arriva dal 12 febbraio in esclusiva digitale sulle maggiori piattaforme (tra cui Amazon Prime Video, Apple TV+, TIMVision, Rakuten TV e per il noleggio premium su Sky Primafila).
La 35enne protagonista, Gal Gadot, ex Miss Israele, torna in scena, sempre diretta da Patty Jenkins, che ha spillato un accordo-record dopo l’incasso di oltre 822 milioni al box office del primo film. Una scommessa vinta, un’alleanza al femminile a cui l’attrice non ha voluto rinunciare.

Basti pensare che, mentre si fanno insistenti le voci su un terzo capitolo, il secondo era sul punto di sfumare se non fosse stata riconfermata la regista e se non fosse stato estromesso dal progetto Brett Ratner, produttore accusato di molestie sessuale. 


Una prova di forza degna di Diana Prince, non c’è dubbio, che ha portato l’attrice ad indossare anche il ruolo di produttrice in questa nuova avventura ambientata in un’epoca, che – parole sue – “è davvero memorabile: gli Anni Ottanta hanno portato tanto in termini visivi e musicali e vedere l’azione fare un salto di sessant’anni è davvero elettrizzante”. 


Tra le novità non c’è solo l’ambientazione storica, ma la presenza di due cattivi, Cheetah e Max Lord, interpretati da Kristen Wiig e Pedro Pascal: «Li adoro entrambi – dice – perché tra di noi si è creato subito un feeling potentissimo. Sembrava di stare ad un campo di vacanze estive lungo un anno, tra gli otto mesi di riprese e i quattro di preparazione. Ci siamo sempre guardati le spalle, come fanno i compagni di squadra e spero che nel film si veda».


Il ritorno più atteso però resta quello del suo grande amore Steve Trevor (Chris Pine): «Ho la bocca cucita sulle modalità del suo rientro in scena ma non poteva essere altrimenti. Chris è stato cruciale per il successo del primo film e non potrei essere più elettrizzata all’idea di ritrovarmelo accanto». Wonder Woman è finalmente al culmine delle sue potenzialità, pronta ad abbracciare il suo destino, anche se per farlo è necessario ancora una volta un viaggio nel passato del suo popolo, le Amazzoni.

«Per ispirarci sullo stile di lotta io e Patty siamo andate al Cirque du Soleil. Ne sono uscita in lacrime davanti a tanta poesia e forza. Per il film serviva una forma di combattimento diversa da quella maschile usata dai supereroi che mi hanno preceduta, nella tradizione del wrestling». Ancora una volta pioniere di un genere, il cinecomics, finora appannaggio maschile. 
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 5 Febbraio 2021, 10:48
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