Tatiana Maslany si trasforma in She-Hulk: «Far parte dell'universo Marvel? Un vero spasso». L'INTERVISTA

Tatiana Maslany si trasforma in She-Hulk: «Far parte dell'universo Marvel? Un vero spasso». L'INTERVISTA

di Alessandra De Tommasi

Tatiana Maslany è tutta verde, ma non di rabbia (o almeno non sempre): stavolta è la gioia a colorare il suo volto. La 36enne attrice canadese ha infatti appena conquistato il ruolo di She-Hulk nell’omonima serie She-Hulk: Attorney of law (dal 18 agosto su Disney+), il nuovo progetto a puntate targato Marvel. Dopo i successi clamorosi di WandaVision, Loki e Hawkeye (solo per citarne alcuni), la piattaforma dell’impero di Topolino continua a sfornare supereroi alla velocità della luce regalando al pubblico un’estate davvero epica.

In collegamento via Zoom da Los Angeles con il cast e il team creativo tutto al femminile, la star di Orphan Black anticipa cosa aspettarsi dal suo alter ego: di giorno, infatti, la sua Jennifer Walters è un’avvocatessa di successo nell’ufficio del procuratore distrettuale, ma intanto cerca di convivere con il lato più indomabile ed eroico, come ha fatto a suo tempo il cugino Hulk/Bruce Banner (Mark Raffalo, che compare come guest star nella serie).

La storia, nata dai fumetti omonimi firmati da Stan Lee e John Buscema nel 1980, abbatte la quarta parete, un’operazione di meta-narrazione di cui l’ideatrice Jessica Gao è orgogliosissima (dopo tre anni di lavoro), come racconta la protagonista durante l’incontro con la stampa internazionale.

Che effetto fa diventare una supereroina?

«Per me è stato come andare al parco giochi, uno spasso. Lavoravamo in set giganti, con tanti riferimenti all’universo Marvel intervallati da momenti dolcissimi, come quando Jennifer aiuta papà a spostare le cose in garage».

La parte che preferisce?

«Le dinamiche umane: vedere il lato quotidiano della vita di un eroe lo rende più vicino allo spettatore, più accessibile e quindi più interessante e al cinema a volte non c’è tempo e modo di esplorarlo».

Alla fiera più grande al mondo, il Comic-Con di San Diego, è stata accolta dai fan come una rockstar. Com’è andata?

«Prima di salire sul palco ho avuto una specie di blackout, ho iniziato a tremare dalla paura, anche se poi l’emozione ha avuto il sopravvento. Grazie alla calorosa accoglienza della sala mi sono tranquillizzata: ho capito che i fan ne sapevano molto più di noi sull’universo Marvel e lo scambio è davvero entusiasmante».

Raramente si vede un eroe – meno che meno un’eroina – guardare dritto in camera e rivolgersi al pubblico a casa con disinvoltura. Lei lo fa. Com’è andata?

«Mi piace l’idea che Jennifer abbia una coscienza di sé sviluppatissima, il fatto che riesca a dialogare con il pubblico è come un’estensione dei suoi poteri».

Ha chiesto consigli a Mark Ruffalo?

«Mark è una delle persone più aperte e generose che io conosca, mi è bastato guardarlo all’opera per capire molte cose. Ad un certo punto era per terra in una scena come Bruce e si è alzato di scatto in versione Hulk. Non ha mosso un muscolo, è stato puro istinto dopo dieci anni nei panni di Hulk, oramai ha inabitato il personaggio in maniera del tutto naturale. Quanto mi piacerebbe imparare da lui!».

Si è stupita che Jennifer continui a svolgere i suoi compiti legali oltre ai doveri da supereroina?

«Penso sia la parte più stimolante del racconto: non vuole mollare la carriera che ha faticato a costruire. E infatti appena ho letto il copione ho avuto voglia di fare il provino, determinata ad ottenere il posto. Onestamente mi diverte sbirciare nella vita di Jennifer nelle pause tra una missione e l’altra. Sono prontissima a vedere se il pubblico si è divertito quanto me. La parte più divertente? I meme che sicuramente circoleranno in rete dopo le prime scene».


Ultimo aggiornamento: Sabato 13 Agosto 2022, 08:25
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