Stranger things, Dyer e Heaton idoli teen di Netflix al Giffoni Film Festival
di ​Alessandra De Tommasi

Stranger things, Dyer e Heaton idoli teen di Netflix al Giffoni Film Festival

GIFFONI VALLE PIANA (SA) - Si spengono le luci e settecento bambini accendono le torce dei telefonini e cantano The Neverending Story colonna sonora de La storia infinita e della sigla di Stranger Things. E i due attori del teen- fenomeno di Netflix - ospiti del Giffoni Film festival ieri - ammutoliscono. La corazza di privacy di Natalia Dyer e Charlie Heaton, coppia nella serie (sono Nancy e Jonathan) e nella vita, si sgretola tra occhi lucidi e pelle d’oca.

Ve l’aspettavate un successo così travolgente?
Dyer: «Macché. Avremmo dato qualunque cosa anche solo per la speranza di una seconda stagione ed ora eccoci qui sperando che non finisca mai».
Heaton: «Io, poi, ho iniziato a recitare piuttosto tardi quindi l’intero showbusiness ancora mi sembra una novità assoluta a cui abituarsi. Sto crescendo con il mio personaggio e mi sembra che in queste tre stagioni abbia percorso una lunga strada di maturità».

Qual è l’aspetto che preferisce del suo personaggio?
Dyer: «La forza: la società cerca di schiacciarla ma lei resiste e acquista sicurezza in se stessa. Non si tratta solo di mostri di natura sovrannaturale ma anche di quelli purtroppo umani e a cui si oppone con tutta se stessa».

Molti temono che le piattaforme come Netflix stiano condannando il cinema all’estinzione, è d’accordo?
Heaton: «Non credo affatto che il cinema stia morendo e continuerà sempre ad offrire un’esperienza ineguagliabile. Sono due mezzi diversi, anche se la tv sta diventando molto cinematografica e non solo per valore produttivo. Piccolo e grande schermo hanno i loro i pro e i contro, ma non vedo il contrasto di cui tanto si parla perché di fatto uno non può sostituire l’altro».

Siete pronti per l’addio, che prima o poi arriverà?
Dyer: «Arriverà, certo, ma non ci pensiamo».
Heaton: «Con questa consapevolezza in mente cerco di godermi quest’atmosfera straordinaria il più possibile, sapendo che forse potrebbe non esserci più nella mia carriera un ruolo cult come questo».

Qual è il punto di forza di questo fenomeno che ha conquistato varie generazioni?
Dyer: «Una grandissima parte del merito va ai fratelli Matt e Ross Duffer, che declinano il loro lavoro nei personaggi con integrità e passione».
Heaton: «E poi ascoltano sempre l’opinione di tutti, accettano suggerimenti e ti fanno sentire ancora più parte di un progetto comune».

Si sente una portabandiera della sua generazione per la parità di genere?
Dyer: «Non credo riguardi solo Hollywood ma il mondo intero e in parte si tratta di attirare l’attenzione su una situazione che deve cambiare e per farlo servono storie al femminile raccontate da donne, in qualità di regista, direttrici della fotografia o sceneggiatrici».
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Lunedì 22 Luglio 2019, 07:15
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