Social down, Stefano Fresi: «Così magari gli iperconnessi hanno pensato a fare l'amore»
di Mario fabbroni

Social down, Stefano Fresi: «Così magari gli iperconnessi hanno pensato a fare l'amore»

Stefano Fresi, attore e protagonista del film Sconnessi insieme a Carolina Crescentini, Fabrizio Bentivoglio e Ricky Memphis: lei come ha vissuto il down mondiale di Whatsapp, Facebook e Instagram?
«Magnificamente, ho letto Uomini e topi. Quando abbiamo girato il film, ero davvero l'unico sconnesso: direi che potremmo provare a farne a meno per un po' di ore al giorno, riscoprendo i tanti piccoli piaceri della vita».

Da Facebook a Whatsapp: 3 ore di tilt in mezzo mondo​

Eppure tanta gente è andata in tilt...
«Assurdo, purtroppo la droga del secolo si chiama iperconnessione. Speriamo che, invece di essere tristi, gli onnipresenti delle chat abbiano fatto almeno l'amore mentre i social non funzionavano».

Cosa non va nel sistema dei social?
«Non mi piace essere sotto controllo 24h, è bello avere la libertà di fare cose che gli altri non sanno. Va anche detto che Whatsapp oramai per tanti è uno strumento di lavoro. Ma quando non c'è, poi ti accorgi che esistono sempre altri metodi per comunicare».

Per esempio?
«Fare una semplice, classica telefonata di piacere. Chi se lo ricorda più?».
Lunedì 15 Aprile 2019, 05:01
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