Paz Vega, star al Festival del Cinema di Venezia: «Poco spazio alle donne»
di Ilaria Ravarino

Paz Vega, star al Festival del Cinema di Venezia: «Poco spazio alle donne»

A fine novembre sarà a Roma per girare American Night, “una storia di azione, humor nero e thriller” dell’italo americano Alessio Della Valle, in cui interpreta “un’esperta d’arte” in coppia con Gerard Depardieu (a meno che le recentissime accuse di stupro non tengano l’attore lontano dal set). Diventata famosa all’alba del millennio con Lucia y el sexo di Julio Medem, che ne lanciò il successo internazionale accanto a registi come Pedro Almodóvar e Frank Miller, l’attrice spagnola Paz Vega è alla Mostra di Venezia per ritirare il premio Speciale Filming Italy, al charity dinner Diva e Donna.
Ha molti film per il 2019. A quale tiene di più?
Emperor. Un film che ha avuto qualche problema produttivo, una grande opera sulla figura di Carlo V che purtroppo, per ragioni logistiche, non riesce a partire. Interpreto una donna molto crudele, un personaggio interessantissimo. E poi ho un progetto americano in partenza a fine settembre, ma non posso ancora parlarne.
E la tv. Tornerà in The OA di Netflix?
Sì, la prima stagione è un cult. È una serie basata sul mistero: quello che posso dire è che tornerò con il mio personaggio e che la seconda stagione darà tutte le risposte che cercate alle domande lasciate in sospeso.
Netflix ha diritto a partecipare ai festival di cinema?
Dobbiamo accettare un fatto: le piattaforme di streaming sono il futuro. Non è possibile che un film prodotto da loro non venga ammesso in concorso a un festival. Le piattaforme offrono a tutti nuove opportunità. Poi, certo, è una bolla. Prima o poi scoppierà lasciando in campo solo un paio di forti competitor.
I festival di cinema escludono le donne?
Certamente Venezia quest’anno non ha scommesso sulle donne. Mi sarei aspettata di trovarne in concorso cinque, sei, sette. Non una sola. È un peccato, c’è cosi tanto talento femminile che non viene sfruttato. Ha girato La masseria delle allodole con i fratelli Taviani.
Ricorda Vittorio?
Sì, sono molto dispiaciuta per la sua morte. Lui e il fratello erano incredibili sul set. Tutti conoscono il loro talento, ma non so se si è detto abbastanza della loro energia. Erano più forti di me. Facevano tutto insieme, erano inscindibili. E urlavano tantissimo, come fanno le persone davvero appassionate.
Urlava anche Michele Placido?
Avete girato insieme Vallanzasca. Quella fu tutta un’altra esperienza. Era la prima volta che recitavo un personaggio davvero esistito, Antonella D’Agostino, con la persona “vera” sul set accanto a me. Antonella mi ha aiutata, mi incoraggiava. Mi ha persino dato i suoi gioielli perché li indossassi in scena.
Perché da un anno è tornata a vivere in Spagna?
Per motivi familiari. Uno dei miei figli ha 11 anni: o mi muovevo adesso, o non lo facevo più. Non volevo spostarlo dagli Stati Uniti all’Europa nel bel mezzo dell’adolescenza. L’altro figlio ha sofferto di più. Non gli piace il clima di Madrid, ha qualche difficoltà con la lingua, gli mancano i suoi amici. L’anno scorso è stato difficile.
Compiuti i 40 anni come si sente?
Come prima. Come a venti. Sono più sicura di me, ma non sono più sicura del resto. Anzi, nel lavoro sento ancora più forte la responsabilità di fare bene i ruoli che mi affidano. A venti anni non pensi un granché alle conseguenze.
È cambiato il modo con cui sceglie i ruoli?
No, vado sempre per intuizione. Quando ho letto per la prima volta il copione di Lucia y el sexo ero sotto shock. Il regista mi disse: se lo accetti, ne accetti anche le conseguenze. E io mi sono buttata. Ancora oggi faccio cosi. O mi butto, o passo la mano.
Oggi lo ama o lo odia, quel film?
Amo Lucia y el sexo perché è un film che non ha età, che invecchia bene, che non passa di moda. Quelle sensazioni che dava a noi, le dà anche ai ragazzi di oggi. È un film moderno. E io sono sempre rimasta legata al personaggio di Lucia. Mi ha dato tantissimo, mi ha aperto le porte della carriera internazionale. Negli Stati Uniti non mi avrebbero mai chiamata a lavorare, senza quel film.

Giovedì 30 Agosto 2018 - Ultimo aggiornamento: 20:38
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